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NOTIZIE DA SANTA FIORA

9 dicembre 2017

 

Progetto Sorgenia: la maggioranza apre la strada bocciando una nostra mozione

 

<<Abbiamo presentato una mozione in Consiglio comunale per impedire la costruzione di una nuova centrale nell’Amiata da parte di Sorgenia Geothermal, ma la maggioranza ha votato contro aprendo ufficialmente la strada a questo scellerato progetto.

 

Sono gli atti ufficiali che contano e non le chiacchere di un sindaco subalterno alle logiche di potere dettate dal PD.

 

D’altra parte Sorgenia è la società di Carlo De Benedetti, tessera numero 1 del PD, con presidente Chicco Testa già deputato e esponente di spicco del PD: non è difficile capire perché Balocchi e amici si inchinano, di fatto, a questo progetto.

 

O si è favorevoli o contrari e questo voto in Consiglio comunale smaschera, ancora una volta, le vere intenzioni del Sindaco e dei consiglieri di maggioranza di Santa Fiora.

 

Il nostro gruppo politico e consiliare non è mai stato contrario alla geotermia, né tantomeno allo sviluppo di energie rinnovabili, ma a questo punto, dopo la costruzione di Bagnore 4 da parte di Enel, questo territorio è saturo, dunque basta.

 

Questa è un’Amministrazione ostaggio di logiche di potere che ne condizionano scelte importanti: un esempio lo abbiamo avuto con la nomina di un assessore esterno che vive in un altro comune, senza nessuna esperienza politica: una “strana” dedizione alla cosa pubblica di un comune che non è nemmeno il suo e che a noi puzza molto.

 

Ci rassicura la posizione contraria che il Comune di Piancastagnaio aveva espresso ufficialmente al progetto Sorgenia è chiara ed inequivocabile.

 

Chiederemo tuttavia di essere presenti alle riunioni della Commissione V.I.A. per tenere sott’occhio il sindaco Balocchi che, come già successo anche in occasione delle Assemblee di Amiata Energia, spesso non è presente di persona delegando, come in questo caso, una persona della società stessa a rappresentare gli “interessi” del Comune: cose dell’altro mondo, ma purtroppo vere.

 

Questa mozione ha chiarito chi è favorevole e chi è contrario a questo progetto, ma se pensano che la nostra lotta a difesa di questo territorio si fermi qui, si sbagliano di grosso.>>

 

I Consiglieri comunali Un Comune per Tutti

Riccardo Ciaffarafà

Giacomo Albertini

Paolo Vichi

05.12.2017

 

Si tratta, come noto, della prima assemblea territoriale a Grosseto di #poterealpopolo# , il nuovo soggetto politico a cui il nostro Partito ha aderito.


PER QUESTO VI INVITIAMO CALDAMENTE  A PARTECIPARE NUMEROSI
A INVITARE COMPAGNE E COMPAGNI  INTERESSETI AL PROGETTO TRAMITE CONTATTI DIRETTI O TRAMITE SOCIAL

 
Una buona partenza sarà un ottimo viatico per un percorso politico impegnativo ma certamente affascinate.


TUTTI AL CINEMA STELLA !

GROSSETO ACCETTA LA SFIDA

Assemblea Popolare Territoriale di #poterealpopolo#


MERCOLEDI'  13  DICEMBRE ALLE 0RE 18,30


CINEMA STELLA VIA GOFFREDO MAMELI 24  GROSSETO

 

Riceviamo e pubblichiamo

Santa Fiora

30.11.2017

 

<< Il rimpasto di giunta conferma che la nave sta affondando e chi può scappa. Infatti non ci meraviglia che l’assessore esterna Isabella Dessalvi abbia abbandonato la nave di questa Amministrazione che anche lei, nel piccolo, ha contribuito a far affondare: quattro anni di insuccessi e fallimenti soprattutto sul piano del turismo per il quale aveva proprio la delega e tanti soldi a disposizione. D’altra parte non conosceva niente di questo comune provenendo dalla Sardegna ed essendo qui da pochi anni.

 

Ma a Santa Fiora ci sono da gestire diverse centinaia di migliaia di euro ogni anno, anche tramite la Fondazione Cultura dove, è bene ricordare, non c’è nessun controllo da parte dell’opposizione che è esclusa e dove Sindaco Balocchi e Ex Sindaco Verdi sono rispettivamente Presidente e Vice Presidente da 3 anni. Il Comune versa nelle casse della Fondazione almeno 110.000 euro ogni anno senza nessun controllo: non è difficile dunque capire perché ci sono tante persone disponibili a ricoprire incarichi.

 

Apprendiamo dalla stampa, che sarà un certo Alessandro Ciaffarafà, neo pensionato di Castell’Azzara ed originario di Selvena il nuovo assessore esterno. Nel rimpasto di giunta sale a bordo, a fine legislatura, l’ennesimo personaggio che con questo comune non ha niente a che fare, oltre a non avere nessun tipo di esperienza politica.

 

Ancora una volta il Sindaco sceglie una persona che non abita qui e che prenderà decisioni per quelli che invece, qui ci abitano e come. Ma d’altra parte Balocchi stesso risiede per lo più a Grosseto e dunque c’è poco da meravigliarsi, ma senza dubbio c’è da indignarsi.

 

Non c’era nessuno nel comune di Santa Fiora per ricoprire questo ruolo? C’era davvero bisogno di ricercare una figura oltre i confini comunali, oppure dietro si nascondono altre ragioni imposte da gruppetti esterni di potere economico che influenzano l’attività amministrativa?

 

La debolezza e la subalternità di questo Sindaco è sotto gli occhi di tutti, ma nominare in giunta una persona che con qui non ha niente a che spartire ci sembra veramente ridicolo ed inaccettabile.

 

Siamo alle comiche finali e Balocchi sa bene che i giorni sono contati ad andarsene a casa.>>

 

 

I Consiglieri comunali Un Comune per Tutti

Riccardo Ciaffarafà

Giacomo Albertini

Paolo Vichi

 24.11.2017

da il Tirreno

Giovanna Mezzana

 

Oltre mille firme per il portalettere "di ruolo"

 

È una petizione da record: prima di tutto perché è “sovracomunale” (di solito gli “esposti” partono dai residenti di una strada, di un rione, di un quartiere). E poi perché in una quindicina di giorni ha raccolto più di mille firme. Parliamo della petizione con cui oltre un migliaio di residenti – tra Roccalbegna, Santa Fiora, Semproniano e Castell’Azzara – chiede a Poste Italiane un servizio di qualità.

Come? Innanzitutto affidando la corrispondenza – in partenza con destinazione i quattro municipi mignon – a postini che conoscano il territorio, che sappiano districarsi tra frazioni, borghi di una manciata di case e stradine il cui nome spesso sfugge persino al navigatore ed è noto solo alla “gente de Noantri”.

Insomma, quassù, lontano dalla costa maremmana – sostengono i firmatari – servono portalettere “di ruolo” (come li battezzano i promotori) che conoscono il territorio perché lo calcano tutti i giorni. 

La petizione. Con campo base la sede di tre associazioni – “Rosso di Sera” di Santa Fiora, “Arcobaleno” di Bagnore e “Il Campanile” di Petricci di Semproniano, la petizione – lanciata all’inizio di novembre – è arrivata (ieri) a 1.032 firme. Un gran successo, un record, appunto. Forse ha trovato anche terreno fertile dopo i dossier che monitorano la qualità dei servizi postali, firmati dal circolo di Rifondazione Comunista di Santa Fiora, da cui ne è uscita una mozione, spedita ai sindaci della Provincia e per ora approvata solo dal consiglio comunale santafiorese: ma tant’è. Oggi è l’ultimo giro di raccolta e domani ci sarà l’invio: al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, alla prefetta di Grosseto Cinzia Torraco, al numero uno della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ai quattro sindaci dei Comuni e – ovviamente – al destinatario privilegiato, Poste Italiane (la direzione generale per la Toscana). 

Le richieste. Sono sette i punti in cui sono sintetizzate le richieste dei firmatari. I cittadini chiedono ai destinatari della petizione di arginare «il deterioramento dei servizi postali che da anni si protrae nei centri ritenuti marginali»; vivranno anche in municipi mignon ma non vogliono essere cittadini di serie B, soprattutto sul fronte del godimento di «un servizio universale» come lo è la posta.

A loro non basta che rimangano aperti gli uffici a marchio Poste Italiane dei loro borghi, vogliono che lo spazio tra quelle mura non venga svuotato di servizi; e cioè non vogliono essere costretti a recarsi agli uffici postali di comuni un po’ più grandi; ad Arcidosso, per esempio, «per l’apertura di un semplice conto corrente, per il moneygram (il trasferimento di contante, ndr) e lo Sportello amico, per una pratica di successione o per una richiesta di “seguimi” della posta (il servizio che consente di continuare a ricevere la corrispondenza ovunque decidi di spostarti)». Tra i desiderata c’è anche l’altolà alla consegna della posta a giorni alterni: a Semproniano e a Castell’Azzara entrerà a regime il 4 dicembre, Roccalbegna e Santa Fiora rimangono per ora fuori dal recapito un giorno sì e uno no, ma il nuovo sistema potrebbe riguardare i due comuni a stretto giro. 

«Non arriva». A Roccalbegna e Santa Fiora, a Semproniano e a Castell’Azzara accade che «la corrispondenza non si veda per settimane» si legge nella lettera che accompagnerà le firme; «Spesso le bollette giungono a destinazione scadute»; e accade che una busta «venga rispedita al mittente».

Che fare? I promotori dell’iniziativa un’idea ce l’hanno e la suggeriscono a Poste Italiane. «Ci sono cittadini fortunati – scrivono nella lettera con cui si presentano – serviti da portalettere di ruolo» cioè «fissi su una zona, tutti i giorni della settimana». Sono i postini “titolari” di una quota di territorio, che calcano sempre le stesse strade e le stesse frazioni e che hanno “in testa” la mappa di esse. Ebbene, tali addetti sono «una ricchezza per il servizio» e anche una garanzia che la corrispondenza arrivi: quando un figura come questa «viene meno, per carenze nell’organigramma – è il punto di vista dei promotori – la corrispondenza non si vede per giorni, per settimane». Metti la scarsa conoscenza di quei luoghi – di cui non si può fare una colpa al postino di turno che arriva da altrove – aggiungi stradari e indirizzari poco aggiornati e una toponomastica un po’ fallace e la posta «torna al mittente». 

19.11.2017

 

 

GIOVEDì 23 NOVEMBRE ALLE ORE 16.00 PRESSO LA SALA FONDAZIONE BIANCIARDI INCONTRO CON GIOVANNI RUSSO SPENA

 

IN VIA DE PRETIS N° 32 GROSSETO

12.11.2017 Ieri abbiamo partecipato alla manifestazione sul Monte Amiata per dire NO ALLA GEOTERMIA ed abbiamo fatto nostro il MANIFESTO DELL'AMIATA che qui riportiamo. "L'Amiata è da sempre considerata una delle zone più ricche di biodiversità della Toscana e non solo: accoglie numerose specie botaniche da proteggere e da conservare. Possiede uno dei bacini idrici più importanti del centro Italia che rifornisce circa 700.000 persone tra le province di Siena, Grosseto, Viterbo; è ricca di acque calde e centri termali conosciuti e apprezzati in tutta Europa. Ha 5 riserve naturali, siti di interesse regionale e comunitario nelle varie zone a tutela di aree di pregio naturalistico-ambientale; è ricoperta fino alla parte alta del cono vulcanico da una faggeta naturale tra le più significative d’Europa. Ha sviluppato una economia legata al turismo, all'artigianato, ai prodotti locali, agroalimentari, castagne, funghi, olio. Ha costruito percorsi naturalistici collegati anche con la Val d'Orcia e la Maremma. Ha attratto e continua ad attrarre visitatori e turisti non solo per le sue bellezze naturali, ma anche per la sua arte, storia, cultura, borghi medievali, rocche, castelli. E’ una terra di grande spiritualità, monasteri, chiese, abbazie, eremi; meta di pellegrinaggio (la via Francigena); possiede rilevanti siti archeologici dal paleolitico agli etruschi; siti di epoca romana. L'Amiata è definita fin dall'antichità la Montagna Madre per la ricchezza delle sue risorse, la montagna che nutre, accoglie, ristora; apprezzata da Papi, Re, Imperatori. Era candidata in passato dalla Regione Toscana a diventare un Parco Nazionale o Regionale a tutela e valorizzazione delle enormi risorse ambientali, storiche e culturali. È una terra di cui ci siamo sentiti sempre orgogliosi ed ha forgiato la nostra identità e il senso di appartenenza. È sottoposta a forti vincoli idrogeologici a tutela delle falde acquifere, vincoli paesaggistici a difesa delle bellezze naturali. Eppure l’Amiata è uno dei territori toscani che sta subendo pesanti aggressioni; risorse di primaria importanza acqua, aria, boschi, beni comuni che dovrebbero essere protetti dalla pubblica amministrazione e dalla stessa Regione Toscana sono sottoposti ad un continuo ed intensivo sfruttamento che mettono a rischio interi equilibri ed economie legate a queste risorse. Tra le cause principali di tale degrado ambientale, paesaggistico e culturale vi è lo sfruttamento del vapore per la produzione di energia da fonte geotermica. Sono cinque le centrali Enel, realizzate con tecnologie flash, tra le più inquinanti, per un totale di 120MW. Già accertati i danni all'acquifero, alla qualità dell’aria, alla salute; rilevante il fenomeno della subsidenza, del dissesto idrogeologico e della sismicità indotta. A questo la Regione Toscana intende aggiungere nuove centrali a media entalpia per un totale di 150 MW( circa 20 centrali). Sono 64 i permessi di ricerca rilasciati dalla Regione Toscana tra l'Amiata e la Maremma, 4 nel Comune di Abbadia S.S., 3 Radicofani, 3 Castiglion d'Orcia, 3 Seggiano, 4 di Piancastagnaio,2 Santa Fiora.ecc Noi cittadini, abitanti dell'Amiata, riteniamo tali progetti inaccettabili, poiché incidono pesantemente sugli equilibri già precari del territorio, senza oltretutto apportare vantaggi economici. Le zone geotermiche, infatti, sono le più povere e sottosviluppate della Toscana. Riteniamo che l’Amiata, che ha forgiato la nostra identità e il senso di appartenenza, esiga il rispetto e l’attenzione che le politiche locali e regionali continuano a negarle, utilizzandola come merce di scambio e vendendola agli acquirenti di turno. SULLA BASE DI QUESTO MANIFESTO AFFERMIAMO L’URGENZA E LA NECESSITÀ DI RIPORTARE L’AMIATA AL CENTRO DI INIZIATIVE DI DIFESA AMBIENTALE E ALLA ELABORAZIONE DI PROPOSTE E DI PROGETTI LOCALI TESI ALLA VALORIZZAZIONE DELL’INTERO TERRITORIO PER UN FUTURO E UN MODELLO ECONOMICO DUREVOLE E PARTECIPATO." MOVIMENTO DI CITTADINANZA e COMITATO AMBIENTE AMIATA Galleria di foto della Manifestazione

08.11.2017

Amiata. Per sabato 11 novembre è stata indetta una manifestazione dai Comitati in difesa del Monte Amiata, dalla Rete Nazionale NoGesi e da Sos Geotermia contro la volontà della Regione Toscana di fare dell’Amiata e zone limitrofe un Polo geotermico industriale al pari di quello di Larderello con la costruzione di decine di nuove centrali.

Tutto ciò comporterebbe lo stravolgimento di un’intera area e del suo patrimonio naturalistico, ambientale, storico e culturale ad alta vocazione turistica.
Saranno presenti delegazioni dei Comitati Rete Nogesi di Toscana, Lazio e Umbria.

Gli aderenti all'iniziativa si troveranno alle ore 14 davanti al Palazzo comunale di Abbadia San Salvatore (Siena) - viale Roma - per poi dirigersi alle ore 14.30 a Piancastagnaio (5 km a piedi, con seguito di autovetture).

L’arrivo a Piancastagnaio è previsto per le 15.30 dove si terrà la manifestazione conclusiva ai Giardini “F. Nasini” (Viale Gramsci-Palazzo Comunale) con musica, flash mob, interventi dei comitati e dei cittadini e l’approvazione del documento “Manifesto dell'Amiata”.

Una giornata di mobilitazione per bloccare la realizzazione di ogni nuova centrale geotermica Flash o a Ciclo binario e richiedere le dismissioni delle attuali centrali Enel inquinanti e speculative, per bloccare questa fonte di energia non rinnovabile e climalterante e per difendere il territorio, la salute e le acque.

Il bacino idrico del Monte Amiata, uno dei più importanti della Toscana, che rifornisce circa 700.000 persone, si è ridotto di circa il 50% e tra le cause, oltre la siccità, lo sfruttamento geotermico.

Ai Sindaci e alla Regione Toscana la richiesta urgente di riportare l'Amiata al centro di politiche di tutela e alla elaborazione di progetti condivisi tesi alla valorizzazione dell’intero territorio per un futuro e un modello economico durevole e partecipato.

SOS GEOTERMIA /COMITATO NOGEO AMIATA /RETE NAZIONALE NOGESI

04.11.2017

"Finalmente, dopo quasi 4 anni dalle elezioni, il Sindaco si è deciso ad investire un po’ di soldi nella viabilità: peccato che per le ditte locali non c’è, ancora una volta, niente".

Ci si avvicina alle elezioni e dunque Balocchi e amici cercano di far vedere che qualcosa hanno fatto in quattro anni circa di immobilismo totale: è tanto tempo che le nostre strade sono impraticabili e l’amministrazione se ne accorge solo adesso?
La cosa grave non è tanto la propaganda, alla quale siamo abituati, da parte del Sindaco, ma il fatto che per le imprese locali ancora una volta non ci sia niente, quando sarebbe bastato fare dei lotti più dimensionati per far partecipare le tante ditte locali che sono in difficoltà in questi anni di magra magari promuovendo delle associazioni temporanee di impresa per far lavorare la gente di zona.
Una scelta, quella di tre macro lotti, che ancora una volta dimostra la lontananza di questa Amministrazione dalle Ditte locali.

Infatti, a parte qualche “fortunato” e qualche gruppetto di potere intorno a questa Amministrazione che ne condiziona anche tante scelte, le imprese locali sono davvero ai margini dei tanti soldi che ricadono in questo comune ed è una cosa vergognosa.

Un’ Amministrazione che pensa a mega appalti, spesso inutili, come una nuova Scuola Media da 1,4 mila euro per creare lavori di progettazione e dare fumo negli occhi a tanti cittadini che pagano fior di tasse in un comune dove dovrebbero essere a zero.

Un comune ricco come il nostro dovrebbe avere imprese locali che assumono giovani e che non conoscono la crisi: purtroppo in realtà siamo in una situazione dove PD e amici a tutto pensano fuori che a lasciare in questo comune i tanti soldi ricevuti ogni anno da Enel, Acquedotto, Ato etc.

Balocchi ha imparato bene dal suo amico Renzi e dal governo PD: hanno distrutto l’Italia e adesso ci provano con l’Amiata. Ma l’ora sta per arrivare per entrambi e, nonostante i tanti danni fatti, fra non tanto tempo saranno solo un brutto ricordo.

Balocchi, vivendo per lo più lontano, non si è reso conto che a Santa Fiora non c’è più nemmeno un distributore di benzina, non c’è più un forno, tanti giovani se ne stanno andando in cerca di lavoro altrove: una situazione economica grave creata anche in questi anni e che questa Amministrazione non ha saputo affrontare , perché ha pensato solo alla becera propaganda invece che a risolvere i problemi reali di questo comune.>>

Riccardo Ciaffarafà

Capogruppo consiliare Un Comune per Tutti

08.10.2017


La questione della GEOTERMIA sta diventando molto urgente, perché le prospettive che si aprono dopo le ripetute affermazioni sui suoi presunti benefici da parte delle Istituzioni e delle Società geotermiche, sono preoccupanti per il nostro immediato futuro.

Se fossero realizzati gli obiettivi che i nostri governanti nazionali e regionali caldeggiano, si avrebbe un’invasione di pozzi geotermici, di centrali sia del tipo flash che del tipo binario e cioè di quelle che immettono nell'aria tutto quello che estraggono e di quelle che dovrebbero reimmettere tutto ciò che estraggono nel bacino geotermico, anche se a una discreta distanza dal punto di estrazione.

Questo tipo soprattutto, definito con imprecisione, “a emissioni zero” che poi dopo un po’ è diventato “a emissioni quasi zero”, viene propagandato come la soluzione tecnologica che risolve tutti i problemi che fino ad ora ha posto la geotermia.

I motivi per cui ci sembra giusto continuare ad opporsi a questo tipo di sfruttamento delle risorse geotermiche sono stati evidenziati in molte occasioni con il contributo di scienziati esperti dell’argomento attraverso i loro studi e le ricerche sul campo.
E ci sono anche motivi che, prescindendo dalla scienza e dalla ricerca, possono essere compresi e affermati da chiunque, solo confrontando alcuni dati.

Infatti, prima di individuare i motivi dei forti rischi per l’ambiente e per la salute umana, ce n’è uno di tipo economico.
In una Toscana che ci viene invidiata per le bellezze storiche, paesaggistiche e per le produzioni agricole di qualità che qui si svolgono, si può verificare che, proprio nelle aree dove storicamente si sfrutta la geotermia, si registra l’età media più alta della regione e il reddito medio più basso, per l’esodo e la mancanza di occupazione tra i giovani.

Dove la geotermia ha caratterizzato il territorio con i suoi impianti industriali oggi abbiamo più alto il livello di povertà e di crisi, tanto che recentemente la stessa Regione Toscana ha individuato l’area nord, Larderello/Travale, come “area di crisi”, mentre il valore immobiliare è - con l’area sud/Amiata - il più basso della Toscana (vedi “borsino immobiliare”, Il Tirreno del 10/6/17).

Nel territorio della provincia di Grosseto, come del resto in quelli dell’alto Lazio e dell’Umbria che sono pure coinvolti da richieste di decine di permessi di ricerca, si svolge un tipo di agricoltura tradizionale fatta essenzialmente di piccole e medie aziende che da anni hanno investito denari propri e contributi europei per sviluppare le loro attività legate alle produzioni agricole e al turismo.

Tutto questo corre grossi rischi di essere demolito dalla conversione da area agricola ad area industriale per il massimo sfruttamento della geotermia.

Dopo il primo tentativo effettuato dalla Società TOSCOGEO s.r.l. di realizzare un impianto di tipo binario all’interno della Concessione di ricerca “Bagnolo”, al quale ha poi rinunciato lo scorso anno, ora è la volta della Società SORGENIA GEOTHERMAL s.r.l. a proporre un altro progetto all’interno della Concessione confinante, denominata “Poggio Montone”, che comunque prevede la realizzazione degli impianti nella zona a valle degli abitati di Saragiolo, Bagnolo, Marroneto e Santa Fiora.

Per opporsi a questa nuova aggressione al nostro territorio ed alle sue risorse, il Partito della Rifondazione Comunista di Santa Fiora organizza per

SABATO 14 OTTOBRE, alle ore 16, presso la Sala del Popolo del Palazzo Comunale,
un’ASSEMBLEA PUBBLICA alla quale

sono invitati i cittadini, gli operatori economici e gli Amministratori, per illustrare il progetto e definire le iniziative di protesta da mettere in atto.

03.10.2017
Riceviamo e pubblichiamo

<< La potatura di castagni secolari nel parco pubblico della Faina a pochi giorni dall’inizio della raccolta dimostra, ancora una volta, che l’azione di questa Amministrazione comunale è fuori da ogni logica.
Abbiamo presentato una interrogazione consiliare per capire quali siano stati i motivi di tale scempio e chi ne è responsabile diretto: infatti aver “potato” dei castagni nel pieno periodo di maturazione del frutto potrebbe significare aver prodotto un danno irreparabile proprio alle piante, ma senza dubbio significa non poterne raccogliere i frutti per i prossimi dieci anni almeno, a messo che non si secchino.

Infatti la potatura a verde è consentita nei periodi di maggio e giugno con conseguenti trattamenti speciali proprio per preservare la pianta. Questi castagni fanno parte di un parco pubblico dove da decine di anni i santafioresi e non solo andavano a raccogliere le castagne proprio in questo periodo. Con questo intervento scellerato dell’Amministrazione comunale non sarà più possibile ovviamente.

La potatura è stata fermata solo grazie alle vibranti proteste di diversi cittadini che, una volta sentite le motoseghe in azione nel parco, hanno cercato di fermare gli operai che tagliavano.
Purtroppo però una parte del danno era già stata fatta con il conseguente danno inestimabile per almeno dieci piante marroni secolari, oggetto di studio da parte anche dell’Università. Ancora una volta questa Amministrazione parla bene e razzola male ordinando lavori inutili e dannosi al proprio paesaggio senza pensare minimamente alla salvaguardia ambientale.>>

I Consiglieri comunali Un Comune per Tutti

18.07.2017
COMUNICATO STAMPA


Si avete letto bene: sono 17 i pozzi geotermici previsti dal progetto di centrale geotermica, denominata “Poggio Montone”, che la Sorgenia vuole costruire 1 km a valle di Saragiolo. Questo progetto è attualmente in fase di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) presso la regione Toscana.

Potenza netta centrale binaria : 5MW
Rendimento elettrico : 6,7%
Fluido geotermico estratto : 550 – 750 tonnellate/ora ( quasi il doppio di quello estratto dalle centrali Bagnore 3 e Bagnore 4)
Pozzi di produzione di 1450 m : 8 (1KM a valle di Saragiolo)
Pozzi di reiniezione di 1300 m : 9 (2KM sotto Marroneto e Bagnolo)
Area occupata dal progetto : 7,02 ettari
Acqua utilizzata per i pozzi : 14.000 metri cubi per ogni pozzo per un totale di 238.000 metri cubi (acqua prelevata dal Fiora e dal torrente Senna Viva)
Soda caustica per i pozzi : centinaia di tonnellate
Acido Cloridrico per i pozzi : centinaia di tonnellate
Ventilatori di raffreddamento : 56 con un emissione sonora di 106,8 decibel 24 ore su 24.

Il progetto comporta una serie di impatti negativi che elenchiamo qui di seguito:

• impatto ambientale / paesaggistico;
• rischio di inquinamento per le falde acquifere dovute alla perforazione dei pozzi e alla reiniezione dei fluidi in pressione;
• rischio di sismicità indotta dall’estrazione e reiniezione dei fluidi geotermici;
• fenomeni di subsidenza causati dall’abbassamento della pressione nei campi geotermici per l’estrazione del fluido;
• svalutazione di proprietà immobiliari e terreni in prossimità delle centrali che trasformerebbero la zona in area industriale;
• fuga del turismo;


Se a questi dati si aggiunge il fatto che molti pozzi vengono realizzati in aree in dissesto per frana oltre che in zone soggette a tutela paesaggistica, il quadro della devastazione ambientale si presenta in tutta la sua drammaticità. L’Amiata è già stata devastata in gran parte dalle centrali Enel, impediamo che le nuove speculazioni geotermiche completino l’opera.
C’è tempo fino al 20 di ottobre 2017 per inviare alla regione Toscana le osservazioni contrarie al progetto.
La documentazione del progetto si trova sul sito della regione a questo indirizzo:

http://www.regione.toscana.it/-/progetti-sottoposti-a-procedura-di-valutazione-di-impatto-ambientale

o presso i comuni di Santa Fiora, Piancastagnaio e Castell’Azzara.

Partito della Rifondazione Comunista
Circolo di S.Fiora “R.Amarugi”

13.09.2017

Avremmo potuto non avviare iniziative legali a difesa della salute dei residenti, denunciando l’indifferenza della magistratura alle condizioni di vita e dell’ambiente in Amiata, avremmo potuto non presentare i Ricorsi al Tribunale Amministrativo della Regione Toscana contro le autorizzazioni alle centrali geotermiche di Bagnore. Oggi non saremmo chiamati a dare seguito all'ultima Sentenza di quel tribunale, che ci condanna a pagare le spese legali delle controparti, pari a diverse migliaia di euro.

Avremmo potuto riaffermare che in Toscana le vicende incredibili dell’inceneritore di Scarlino dimostrano che non esiste la legalità nell’azione delle Amministrazioni pubbliche (siamo alla quarta autorizzazione, rilasciata da Enti pubblici, allo stesso impianto a svolgere un esercizio dannoso alla collettività, dopo ben tre sentenze del Consiglio di Stato che hanno annullato le tre precedenti autorizzazioni, rilasciate negli ultimi quindici anni dagli stessi Enti pubblici) e citare nostri maestri, affermando che “…la legalità ha due facce: l’una interna, la sostanziale, l’altra esterna, la formale…Scambiando queste due facce ci si illude.
La realtà ha mostrato nel modo più evidente che la legalità è una sola ed esiste fin dove essa si concilia con gli interessi della classe dominante, vale a dire, nella società capitalistica, con gli interessi della classe padronale” (Antonio Gramsci- Scritti politici).

Se avessimo scelto questa strada qualcuno ci avrebbe sicuramente criticato come ideologici per questo abbiamo deciso di percorrere anche la strada delle iniziative legali.

Ci siamo forse anche illusi di raggiungere un esito positivo. Infatti avevamo documentato al collegio giudicante che la stessa Enel aveva affermato, con una lettera scritta alla Regione Toscana, che con le tecnologie scelte ed adottate in Amiata, non riesce a rispettare i limiti stabiliti dalla Regione. Quella lettera (che non avremmo mai dovuto leggere) è stata scritta nientemeno che dall’Amministratore Delegato dell’Enel Green Power, ing. Montemaggi, il quale, dopo la fissazione da parte della Regione dei nuovi limiti di legge per le emissioni di Ammoniaca, richiesti dalla Comunità Europea, esplicitamente proponeva alla Regione un diverso limite più permissivo.

Ci abbiamo messo la faccia, tanta energia e anche denari, senza mai chiedere o avere alcun tipo di finanziamento; oggi chiediamo a tutti coloro che davvero hanno a cuore il monte Amiata e sono indignati per la speculazione della geotermia in Toscana e non solo, di fare un piccolo passo avanti e sostenere, insieme a noi, le spese che il TAR ci ha condannato a pagare.

La battaglia deve continuare e può essere vinta solo se tutti si sentono coinvolti in prima persona, anche nel caso di far fronte a sentenze a noi contrarie.

Le sottoscrizioni debbono essere fatte utilizzando il seguente canale:

https://sosgeotermia.noblogs.org/comesostenerci/

Grazie a tutti,
Sos Geotermia

Mario Di Vito
da Il Manifesto
12.09.2017


Marche post-sisma. Per la Onlus Action Aid «la ricostruzione lenta e poco trasparente, ancora non si sa quante sono le risorse a disposizione grazie alle donazioni, ai fondi pubblici e a quelli privati». A febbraio dovrebbero aprire 21 edifici nuovi, altre 72 nei prossimi due anni. Il resto è polvere

Ritorno a scuola tra le macerie, senza grandi certezze, con i sindaci che ostentano un ottimismo abbastanza distante da una realtà che resta immobile, di poco diversa rispetto a un anno fa, quando il terremoto spazzò via tutto. A fare un giro di ricognizione tra i vari istituti, comunque, il calo delle iscrizioni risulta contenuto, quasi fisiologico: un 10 per cento netto in meno rispetto all’anno scolastico passato, stimano i funzionari degli uffici scolastici regionali.

Ad Amatrice e Accumoli, in totale, gli studenti saranno circa 350, una ventina meno dell’anno scorso. Ad Arquata si è passati da un’ottantina a 63, nel maceratese i dati sono a macchia di leopardo: a Caldarola si è passati da 520 a 470 studenti, tra Camerino, Fiastra e Serravalle di Chienti da 720 a 660. In molte zone si farà lezione nelle strutture provvisorie, come già accaduto nell’anno passato: a Serravalle si va a scuola negli stessi prefabbricati arrivati con il sisma del 1997, mentre a Muccia, Pievebovigliana e San Ginesio i container continuano ad essere l’unica soluzione praticabile. A Pievetorrina, in mancanza di meglio, l’anno scolastico comincerà dentro a un tendone, con il sindaco che comunque ha promesso l’edificazione di un edificio scolastico vero e proprio nel giro di «pochissimi tempo»: si tratterebbe della donazione di un privato, ma ancora non si sa neppure dove verranno piazzate le fondamenta. Ad Acquasanta Terme, nell’ascolano, si trova invece il dato più incoraggiante: venerdì saranno in 300 a tornare in classe, malgrado il 70 per cento delle case risulti ancora inagibile.

«Le famiglie si sono arrangiate – dice la preside Patrizia Palanca -, un servizio bus porterà gli alunni fin quassù. Noi faremo il possibile per garantire un anno scolastico regolare a tutti gli studenti, ma le ferite psicologiche del sisma sono molto difficili da guarire».

Molti disagi sono causati dai ritardi nella consegna delle casette: è chiaro che la lontananza geografica di migliaia di persone influisce negativamente sulle iscrizioni. In compenso, si registrano aumenti degli studenti negli istituti delle città più grandi, come Ascoli, Macerata e San Benedetto del Tronto. Per dare un futuro alle scuole della zona montanara, il progetto che va per la maggiore è quello dei poli scolastici, con l’accorpamento di più istituti dalle dimensioni ridotte. Se ne parlerà meglio in futuro, anche perché, fino a febbraio, formalmente perdurerà lo stato di emergenza, e quindi di ricostruzione vera e propria non si parla. Si fa quel che si può, con il poco che si ha. «È la scuola che ci ridarà la vita, molte famiglie si riavvicineranno», sostiene il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci, in uno slancio di ottimismo. Il problema più grande riguarda la ricostruzione: già lo scorso gennaio il governo disse che gli edifici scolastici erano una priorità assoluta, e ancora lo scorso luglio sono state emesse diverse ordinanze proprio per cercare di favorire il più possibile l’apertura di scuole nella zona del cratere.

I dati però non sono incoraggianti: nei 131 comuni che hanno subito danni più o meno rilevanti a causa del sisma, le scuole inagibili sono 824 su 2.409. A febbraio dovrebbero aprire 21 istituti nuovi, altre 72 si aggiungeranno nei prossimi due anni, mentre per 40 strutture sono in programma interventi di adeguamento o miglioramento sismico. Il resto è ormai solo polvere e verrà demolito. Ad Amatrice la principale novità riguarda l’apertura del liceo scientifico ad indirizzo sportivo: 31 iscritti, di cui però appena 10 locali, mentre gli altri arrivano, oltre che dalle vicine province di Rieti e di Perugia, da diverse parti d’Italia, «da Brescia alla Sicilia», assicura la preside Maria Rita Pitoni.

Per il resto, si naviga a vista. La onlus Action Aid, proprio ieri, ha rilasciato dichiarazioni molto dure sulla situazione, parlando della ricostruzione delle scuole come un qualcosa di «lento e poco trasparente». Questo perché, spiega il segretario generale Marco De Ponte, «ad oggi non sappiano ancora quante sono le risorse totali messe a disposizione grazie alle donazioni, ai fondi pubblici e a quelli privati».

Un dato, in realtà, ci sarebbe, ma, come tante altre cose in questa fase finale dell’emergenza terremoto, è avvolto nella nebbia: la raccolta fondi avviata in maniera specifica per le scuole è arrivata a toccare quota 3,2 milioni di euro, ancora inutilizzabili, mentre nelle Regioni si continua a discutere di cosa farci. Nelle settimane scorse si è parlato di varie ipotesi: piste ciclabili, piattaforme di atterraggio per elicotteri e idrovolanti, interventi sulle stazioni termali. Tanti progetti ambiziosi, ma niente per chi suona la campanella.

Roberto Barocci, 07.9.2017
Forum Ambientalista Grosseto


Non solo c’è da stigmatizzare l’operato della Regione Toscana per il fatto che, a fine anno, saranno finalmente disponibili i dati di un monitoraggio “standardizzato” sulle emissioni di mercurio al camino delle centrali geotermiche.

Infatti l’Assessora regionale all'Ambiente, Federica Fratoni, nella sua risposta scritta all'interrogazione del consigliere Giannarelli del M5S, in merito alle emissioni di mercurio dalle centrali geotermiche, esprime valutazioni rassicuranti che sono ampiamente smentite dai numeri e dagli studi scientifici che la stessa Assessora rammenta per affermare il contrario di quanto documentato.

Non è la prima volta che succede e non possiamo consentire che una realtà sociale, dolorosamente documentata, venga stravolta per difendere interessi economici di soggetti privati.

L’Assessora scrive nel quarto capoverso della suddetta risposta, a sostegno delle tesi dell’ENEL, che le emissioni di mercurio non sono pericolose per la salute pubblica: “Le indagini condotte dall'Agenzia Regionale di Sanità con il - Progetto geotermia e salute in Toscana - su incarico di Regione Toscana, non mostrano correlazioni causa – effetto derivante dall'esposizione della popolazione a tali livelli”.

Viceversa nel suddetto Progetto è scritto il contrario per quanto riguarda le conseguenze sulla salute delle popolazioni residenti al crescere delle concentrazioni di mercurio nei paesi sede di impianti geotermici, che sono stati suddivisi in tre gruppi (detti terzili) in funzione delle concentrazioni crescenti di mercurio, misurate in tali paesi: “Nelle aree con valori più elevati di mercurio nell’aria (terzo terzile) si registra un eccesso di rischio del 383% rispetto ai comuni del primo terzile. Nei maschi, all’aumentare delle concentrazioni di mercurio (passando da un terzile al successivo) aumenta l’eccesso di tumori al sistema nervoso centrale e malattie respiratorie acute del 130% (pagina 7)”.
“Nelle femmine, all’aumentare della concentrazione di mercurio (passando da un terzile al successivo) aumenta l’eccesso di malattie respiratorie del 13%, con trend significativo (pag.8)... aumenta l’eccesso di malattie polmonari cronico ostruttive del 39% con trend significativo (pag.9) e ...si registra un eccesso di rischio del 269% per le insufficienza renale (pag.10).”

Se per la Giunta Toscana sono rassicuranti gli incrementi di mortalità del +130% si DEVE riflettere molto sulla qualità morale e culturale che la caratterizza.

D’altra parte, il fatto che si stia cercando di nascondere che le centrali geotermiche dell'Amiata ricevono decine di milioni di euro all'anno di contributi pubblici destinati all'energia pulita, quando invece inquinano più delle centrali a carbone di pari potenza ed emettono il 42,5% di tutte le emissioni di mercurio in Italia, come documenta il prof. Basosi dell’Università di Siena, può illuminare in merito alle scelte della Giunta Rossi.

Tutti a veglia a Santa Fiora, venerdì 18 agosto con la notte bianca di Santa Fiora. Sarà una notte di puro divertimento per le vie del centro storico, con la musica, il buon cibo e quest’anno l’eccezionale partecipazione dei Q2 visual, che incanteranno il pubblico con le geometrie di luce, in una straordinaria videomapping sulla Chiesa del Suffragio.
A partire dalle 18 e 30, in piazza Garibaldi, negozi e locali aperti fino a notte fonda. E poi i chioschi in cui poter gustare prodotti locali, vino e birre artigianali. Dalle 18 e 30 in piazza Bricco&Bracco “Pillole di giocoleria” e a seguire Djset.
La musica prosegue alle 21 in piazza dell’Olmo con il sound de I Malvagi e in piazza San Michele con Michele Melody Sound. Dalle 23 e 30, in piazza Garibaldi, False Partenze in concerto.
Lo spettacolo di videomapping dei Q2 visual, dal titolo “Essere”, inizierà alle ore 22 in piazza Carducci, sulla facciata della Chiesa del Suffragio andando avanti fino alle ore 24 con interventi della durata di 7 minuti che si ripeteranno ogni quarto d’ora.
Essere è un progetto dei Q2 visual ovvero Alessio Mangiavacchi e Irene Biga, realizzato in collaborazione con Marco Connelli, Michele Guidarini e Lorenzo Gonnelli. Un omaggio all’Amiata, un racconto del territorio attraverso i 4 elementi naturali: terra, acqua, aria e fuoco.
I Q2 visual – Irene Bigattini e Alessio Mangiavacchi – sono due giovani che hanno scelto la tecnologia per esprimersi e fare arte. Nati e maturati sull’Amiata nell’esperienza della manifestazione di arte contemporanea Alterazioni, hanno sviluppato autonomamente e nel tempo una capacità innovativa e narrativa, utilizzando la tecnologia con software progettati per video mixing e compositing. Quando la luce si complica e compete con le architetture, ricreando forme e scatenando emozioni, sarete sicuri di trovarvi a vivere un’opera dei Q2 visual. La performance dei Q2 visual nella Notte Bianca di Santa Fiora costituirà una novità nel panorama degli spettacoli in provincia di Grosseto. Le tecniche di proiezione e le capacità espressive dei due giovani artisti rendono ogni loro performance un’opportunità dal grande fascino visivo. A Santa Fiora la tela scelta è la Chiesa del Suffragio e l’ordito di luce pensato dai Q2 sarà tessuto per 7 minuti, dipanato e riavvolto per il piacere di chi assisterà lasciandosi a sua volta ispirare. La trama dell’opera è intrecciata nei simboli dell’immaginario fantastico di Irene e Alessio. “Essere” è un modo per rappresentare le sensazioni ancestrali e, contemporaneamente, rendere omaggio all'Amiata, vulcano addormentato, produttore di acqua e ricco di minerali, padre e madre dei due giovani autori..

da il Giunco

15.07.2017
Riceviamo e pubblichiamo

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Già nel mese di Febbraio di quest'anno avevamo raccolto le lamentele dei lavoratori della Cooperativa la Boscaglia in cui le istituzioni regionali e locali non avevano raccolto le loro istanze.
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Ora sull'Amiata Mauro Menichetti, socio fondatore dichiara: "Chiude la Cooperativa Guido Boscaglia (Radicondoli) e 150 persone vanno a casa nel silenzio totale delle istituzioni locali dell'Amiata grossetana e senese, ed in particolare di Santa Fiora, dove aveva la sede legale provenendo dalla fusione con la cooperativa Sorgenti del Fiora (Santa Fiora) e La Querce (Vivo d’Orcia). L’assemblea dei soci svoltasi qualche giorno fa ha decretato la liquidazione della Cooperativa.
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Mentre la Lega delle Cooperative “festeggia” gli anniversari, le cooperative forestali non ci sono più e mandano a casa i tanti lavoratori che non hanno niente da festeggiare.
Le grosse responsabilità della dirigenza di questi anni, l’inadeguatezza gestionale delle persone indicate dalla Lega e dalla politica a dirigere, fanno chiudere una realtà costruita con i sacrifici e con i soldi dei soci lavoratori che da oggi non hanno più un lavoro.
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L’incapacità e la superficialità con le quali sono state gestite le soluzioni calate dall'alto, danno un altro duro colpo all'economia di un territorio già martoriato, intanto che i Sindaci pensano a tagliare qualche nastro e farsi belli con i soldi dei cittadini.
Un esempio per tutti Santa Fiora dove il sindaco Balocchi e l’Amministrazione comunale sono stati zitti e complici di fronte ad un disastro economico e sociale per il quale portano, come fu per la chiusura dello stabilimento industriale della Fornacina, una grossa responsabilità personale e politica.
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A seguito di una fusione calata dall'alto e sostenuta dalla Lega e dal Partito Democratico anche locale va in liquidazione una cooperativa con un bilancio disastroso dove a pagare, manco a dirlo, sono solo i soci lavoratori e le loro famiglie che perdono il capitale sociale versato, i macchinari, gli immobili e tutto il resto.
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Responsabilità pesanti anche della Regione Toscana che ha 50 milioni di euro nelle casse (PSR) e ne ha mandati in gara solo 4, facendo scendere il fatturato anche della Cooperativa la Boscaglia dai 9 milioni iniziali annui ai 2 dell’anno scorso.
L’indifferenza e l’incapacità politica locale e regionale ha creato un disastro a danno di tante famiglie sperperando anche questo patrimonio sociale e culturale che dava una risposta occupazionale a questo territorio."

Mauro Menichetti

27.06.2017
Riceviamo e pubblichiamo.
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Ieri il 26.06.2017 c'è stato l'incontro fra il Prefetto Cinzia Torraco ed i consiglieri comunali di Santa Fiora, Riccardo Ciaffarafà, Giacomo Albertini e Paolo Vichi.
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<< Un lungo incontro formale per approfondire una serie di temi che avevamo sollevato al Prefetto sulla situazione che riguarda l’Amiata ed in particolare il Comune di Santa Fiora, dove rappresentiamo più della metà della popolazione e siamo presenti in consiglio comunale come unico gruppo di opposizione.

L’incontro si è svolto in un clima di serenità e di collaborazione istituzionale fra chi rappresenta lo Stato nella nostra provincia e chi rappresenta il territorio. Abbiamo sollevato e posto alla attenzione del signor Prefetto tutta una serie di tematiche importanti e di primo piano che riguardano l’Amministrazione di un piccolo comune sì, ma ricco di risorse economiche dove ogni anno girano, ormai da tanti anni, 2.500.000 mila euro fra compensazioni Enel ed altro.
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In un clima molto positivo, che ci ha colpito favorevolmente, il Prefetto ha ascoltato con attenzione le tante questioni che abbiamo, per forza di cose, portato al suo interesse come consiglieri comunali e soprattutto come cittadini che abitano e vivono in questo comune. Non ultima, come già annunciato anche sulla stampa, la questione della inopportunità economica di imbandire un mega appalto da 1.380.000 euro per costruire un nuovo edificio per le scuole medie quando ci sono decine di aule vuote sia nell'edificio delle scuole elementari che in quello delle superiori, in un comune dove le nascite sono di circa 10 bambini l’anno e la popolazione arriva a 2500 abitanti.
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Abbiamo espresso al Prefetto la nostra contrarietà a questo sperpero di soldi e abbiamo proposto come quelle risorse si potrebbero impiegare davvero ed in modo serio per l’istruzione dei nostri ragazzi.
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Insieme abbiamo anche ripercorso una serie di segnalazioni ufficiali che il nostro gruppo consiliare ha fatto alla attenzione degli organi preposti sia sul funzionamento dell’Amministrazione comunale stessa di Santa Fiora, sia su una serie di delicate questioni economiche e amministrative che nel tempo passato e presente abbiamo posto al giudizio degli organi di competenza.
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La nostra presenza ed i nostri rapporti con il corpo politico e con il corpo istituzionale di questa provincia sono sempre presenti e vigili per il bene comune del nostro territorio e l’incontro con il Prefetto, come quello avvenuto poche settimane fa con il Presidente della Provincia, è una delle dimostrazioni del nostro impegno quotidiano per il bene del territorio e dei suoi cittadini. >>
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I Consiglieri comunali Un Comune per Tutti

23.06.2017
L'indesiderato

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Il 27 giugno la Cgil Toscana scende in piazza a Firenze per “una sanità pubblica, universale ed equa.”
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Sono attese migliaia di persone da tutta la Toscana.
L'accorpamento che c'è stato di tre mega ASL secondo la CGIL è stata una buona idea. Mauro Fuso, della segretaria Regionale CGIL afferma che è mancata l'integrazione con i territori e vanno date delle risposte opportune alle cure intermedie, inoltre la sanità toscana è un eccellenza ma ci sono scricchiolii e si sta andando verso la privatizzazione.
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La Cgil Toscana apre una vertenza regionale sulla sanità, scenderà in piazza a Firenze martedì 27 giugno davanti alla sede della Regione dalle 17 alle 19: una manifestazione per una sanità pubblica universale ed equa, contro la strisciante privatizzazione, per una Toscana in buona salute.
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Secondo Mauro Fuso, “la sanità toscana è un’eccellenza, ma si vuole mettere in evidenza che per migliorare la situazione attuale, contraddistinta da “uno scivolamento lento verso la privatizzazione, dovuto anche alla carenza di risorse nazionale, quello che manca nella riorganizzazione generale è la risposta del territorio insufficiente”.
La CGIL punta l'attenzione contro i piani regionali delle cosiddette Case della Salute che alla fine del 2015 dovevano essere 120 mentre quelle realizzate sono solo 52, queste avrebbero una funzione importantissima nel collegamento tra ospedali e territorio, con poliambulatori di medicina generale e alcuni specialisti.
Inoltre c'e la questione degli ospedali periferici e fa alcuni esempi, quello su l'Isola d'Elba dove il presidio sanitario è inadeguato; l'Ospedale Versilia inaugurato 15 anni fa è stato gradualmente svuotato, inoltre a San Marcello Pistoiese con la soppressione del pronto soccorso con il rischio che i soccorsi non siano tempestivi.
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Dal 2010 al 2014 la spesa sanitaria pubblica regionale è scesa del 3%; dal 2012 al 2015 i posti letto ordinari solo calati di 658 unità (sono 12.222 in totale). In termini di liste d’attesa sulla diagnostica, i tempi rimangono simili fra 2013 e 2015, col 14% circa delle prestazioni disponibili in oltre 30 giorni, ma lo è anche più del 42% delle prestazioni per la specialistica.
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Mentre resta invariato il numero dei dipendenti del settore sanitario è aumentato lo stress degli stessi negli ospedali perché l'attività si concentra nelle fasi operatorie e poi si tende a mandare a casa subito i pazienti.
Nel mirino ci sono tagli nei piccoli ospedali e l'affidamento a terzi dei servizi sanitari e per questo la CGIL apre la vertenza a livello regionale

E’ convocata per domenica 2 luglio l’ASSEMBLEA NAZIONALE della rete delle CITTA’ IN COMUNE che si terrà a Roma dalle ore 10 alle 16 presso la sala Esquilino a Via Galilei 53 (raggiungibile dalla stazione Termini con la Metro A, fermata ‘Manzoni’).
All'ordine del giorno dell’importante incontro saranno i seguenti punti:
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- valutazione del percorso delle Città in Comune, valutazione e programmazione ulteriore delle Piazze dell’alternativa anche in relazione al percorso avviato al Brancaccio
nell'assemblea del 18 u.s.;
- valutazione dei risultati delle ultime elezioni amministrative, soprattutto delle liste legate al nostro percorso, anche al fine di favorire la partecipazione di nuove situazioni e nuovi eletti;
- piattaforma informatica per la rete (proposta del gruppo di lavoro e individuazione risorse);
- strutturazione della rete (adesioni/rappresentanza/ecc.).
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Ad un anno dalla sua nascita è, insomma, importante un momento di confronto partecipato di tutte le liste locali civiche e di sinistra alternative al PD che hanno aderito alla rete sia per consolidare l’esperienza di scambio di buone pratiche e sia per fare il punto del significativo lavoro fatto, del contributo importante alla vittoria del No al referendum costituzionale del 4 dicembre (su cui si discusse nell'assemblea dell’11 dicembre scorso a Roma), delle iniziative in molte città dell’8 aprile scorso contro i decreti Minniti-Orlando, della partenza di tappe – politiche e programmatiche – della carovana dell’alternativa da Ventimiglia, a Bologna, a Roma a Milano ecc., a tante campagne e mozioni nei consigli comunali.
Per il PRC SE è evidente l’importanza dell’iniziativa, finalizzata sia a dare respiro nazionale alle vertenze locali per garantire diritti e servizi a tutte le cittadine ed i cittadini, sia ad un processo unitario della sinistra alternativa al Pd che parta dal basso, dalle aggregazioni unitarie già sperimentate nelle città, e che sia aperta ed inclusiva, rispettosa di tutte le soggettività politiche e sociali.
Questa discussione è resa, peraltro, più attuale ed urgente da due fatti recenti:
1 - la significativa affermazione di liste civiche e di sinistra alternative al Pd nelle elezioni dell’ 11 giugno u.s., affermazione più significativa quando si sono presentate con candidati credibili e sono frutto di lavoro, iniziative sociali e programmi costruiti dal basso, capaci di aggregare movimenti, associazionismo, settori popolari e protagonismo giovanile;
2 - la affollata assemblea del Brancaccio di domenica scorsa(18 Giugno 2017), convocata sull'appello di Tomaso Montanari e di Anna Falcone per una lista unitaria e civica e della sinistra alternativa al PD alle prossime elezioni politiche, sulla continuità del cui percorso il PRC-SE è impegnato nei territori, rispetto alla quale le Città in comune hanno partecipato sottolineando in un documento condiviso che ”Un simile progetto, e una lista unitaria, non si costruiscono dall'alto, ma dal basso.
Con un processo di partecipazione aperto, che parta dalle liste civiche già presenti su tutto il territorio nazionale, e che si apra ai cittadini, per decidere insieme, con metodo democratico, programmi e candidati.”
Chiediamo, pertanto, a tutte/i le/i nostre/i amministratrici/amministratori di partecipare, in particolare anche delle compagne e dei compagni eletti nelle ultime amministrative nelle liste civiche e di sinistra da noi promosse e condivise, e di comunicare la loro adesione e partecipazione alla mail politicaincomune@gmail.com.

Raffaele Tecce
responsabile Enti Locali
della Segreteria nazionale del PRC-SE

Pubblicato il 23.06.2017
Odg approvato all'unanimità
nella Direzione del 17.06.2017
Stefano Galieni (Responsabile Pace,
Movimenti e Immigrazione Prc S.E.

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Da oltre un mese in molte città italiane si stanno raccogliendo le firme per una Legge di iniziativa popolare attraverso cui si vorrebbe migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle cittadine e dei cittadini migranti presenti in Italia.
Si tratta di un testo, composto da 8 articoli di modifica alla legge vigente, che propone alcuni significativi miglioramenti ma non determina il passo in avanti nella tutela dei diritti, in particolar modo del lavoro, di cui ci sarebbe oggi bisogno.
Eppure la proposta ha ottenuto il sostegno di una parte consistente del mondo sindacale, cattolico, della sinistra politica e dell’associazionismo di tutela.
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Come Rifondazione Comunista, partendo dai livelli di imbarbarimento su tali tematiche che si registra nella società italiana, decidiamo di aderire alla raccolta firme, invitando le nostre compagne e i nostri compagni a darsi da fare in merito, ma proponiamo anche che si individuino momenti di discussione utili a discutere nel merito di questa legge come di un altro testo, estremamente più esteso e depositato in parlamento il 26 maggio, dal gruppo parlamentare di Sinistra Italiana e Possibile.
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Proponiamo che si apra una discussione che contempli anche il punto di vista di chi è convinto che il Testo Unico in quanto tale non è riformabile o emendabile e ne va scritto uno radicalmente diverso che tenga conto anche di come sono cambiate la società italiana ed europea negli ultimi 20 anni.
Proponiamo che si cominci a ragionare su norme fondate su un rapporto paritario verso chi arriva in Italia e non su elementi di paternalismo e di mantenimento di una condizione di subalternità legata al mercato del lavoro e a chi ne definisce le regole.
Anche su un tema del genere va elaborata, in uno spazio comune della sinistra, una visione anti liberista e capace di coniugare diritti sociali e civili partendo dalla difesa di chi è sottoposto ad ogni tipo di sfruttamento.
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L'APERTURA DI QUESTA CAMPAGNA E'
IL GIORNO 29/06/2017 GIOVEDI' - ORE 18.O0
A GROSSETO NEL CIRCOLO ARCI KHORAKHANE'IN VIA UGO BASSI N.62
ORGANIZZATA DA FORUM CITTADINI DEL MONDO, PARTITO RADICALE, FONDAZIONE DELLA CARITÀ, ACLI, ARCI, ASGI, CENRO ASTALLI, CNCA, A BUON DIRITTO, CILD, CON IL SOSTEGNO DI NUMEROSE ORGANIZZAZIONI TRA CUI CARITAS ITALIANA, FONDAZIONE MIGRANTES COMUNITA DI SANT'EGIDIO

A cui il Circolo di Santa Fiora partecipa ed invita tutte le compagne/i ad aderire e dare il maggior sostegno possibile.
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Intervengono
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ANTONELLA SOLDO
- Presidente di Radicali Italiani
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Avv. EUGENIO ALFANO
- ASGI (Associazione Studi Giuridici) della Toscana
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CLELIA PETTINI
- Giornalista Scrittrice
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MAURIZIO BUZZANI
- Segretario provinciale PRC

20.06.2017
D.R.

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Secondo le ultime analisi dell'ARPAT, del 4 aprile 2017, la percentuale di Arsenico presente nelle sorgenti di Santa Fiora, Galleria Alta e Galleria Bassa, ha superato il limite di potabilità di 10 µg/l raggiungendo il valore di 11µg/l (vedi tabelle allegate).
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Ci chiediamo se la popolazione collegata direttamente, attraverso la rete idrica, a queste sorgenti sia stata avvisata del non potabilità e quali interventi sono previsti per rendere ancora disponibile per l’uso domestico l’acqua di queste importanti sorgenti.
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Santa Fiora, 7 giugno 2017

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<< Dopo le dichiarazioni del Sindaco di Santa Fiora che ha detto che l’attuale scuola media “non è sicura e accessibile”, abbiamo deciso di presentare una formale denuncia ai Carabinieri ed al Prefetto: se le Scuole sono così pericolose, come ha affermato Balocchi, è bene che chi di dovere si prenda le sue responsabilità in caso di possibili disastri.
Il Sindaco non può scherzare sulla sicurezza dei ragazzi e le sue dichiarazioni alla stampa ci allarmano e ci inquietano, se davvero fossero vere.
Se il Sindaco dice che l’attuale edificio “non è sicuro” , immaginiamo per problemi di sismicità, i ragazzi non possono rimanerci dentro un giorno in più: ci sembra da irresponsabili far continuare ad andare gli studenti in un edificio non sicuro e magari sottoposto a un possibile disastro: il Prefetto deve intervenire oggi stesso.
Non sarà davvero un problema ospitare tre classi delle attuali scuole medie, visto che a Santa Fiora ci sono sia le Scuole elementari che le Scuole superiori con molte aule vuote ed inutilizzate: ad ennesima dimostrazione dell’inutilità di un nuovo edificio.
Le dichiarazioni di Balocchi vengono dopo la nostra denuncia di un “mega appalto della legislatura” per la costruzione di un nuovo edificio, che dovrebbe costare ai cittadini 1.300.000 mila euro, secondo quanto detto da questa Amministrazione.
Abbiamo chiesto ufficialmente che il Presidente della Provincia Vivarelli Colonna ci riceva urgentemente su questo assurdo spreco di denaro: il nostro dovere è informare tutti gli organi preposti al controllo sulla spesa pubblica e sulle scelte scellerate di un Sindaco che, non vivendo il territorio, non conosce le reali esigenze dei cittadini.
Uno sperpero vergognoso di soldi pubblici in un comune che ha circa 2600 abitanti e che ha edifici scolastici con decine di aule vuote ed inutilizzate.
E’ bene ricordare che il trend di crescita in questo comune è di circa 10 bambini l’anno e fra un po’ di tempo, di questo passo, non ci sarà nemmeno una prima media: intanto che questa Amministrazione pensa alla costruzione di nuove cattedrali da milioni di euro. >>
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I Consiglieri comunali Un Comune per Tutti
Riccardo Ciaffarafà Capogruppo Consiliare
Giacomo Albertini
Paolo Vichi

Santa Fiora,
30 maggio 2017

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La Provincia intervenga subito: abbiamo scritto urgentemente a Vivarelli Colonna perché blocchi uno sperpero da 1 milione e 300 mila euro per un’opera inutile
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Buttare via milioni di euro per un’opera inutile è uno schiaffo all'interesse pubblico: chi ha il dovere di fermarli lo faccia subito. Infatti, questa Amministrazione comunale ha deciso di costruire un edificio nuovo per ospitare le Scuole Medie ed il costo previsto, al momento, è di 1 milione e 300.000 mila euro.
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La stupidaggine dei “finanziamenti regionali” non fa altro che peggiorare e rendere complice di questo spreco anche Regione Toscana: come se i soldi dei “finanziamenti” non fossero soldi dei cittadini.
Questo è un comune di 2600 abitanti con una tendenza di nascite di circa 10 unità all'anno: ma per chi la fanno la nuova Scuola Media?
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Di questo passo non ci sarò nemmeno una “prima media” fra qualche anno. Dicono che l’edifico attuale sia a rischio sismico, in realtà lo è molto meno di tanti altri, e con questa “scusa” creano il mega appalto della legislatura con un evidente interesse economico che nulla ha a che vedere con le reali necessità del territorio.
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Ci sono almeno altri due edifici, oltre alle attuali Scuole medie, che potrebbero senza problemi ospitare le future 3 classi delle medie. Edifici enormi con moltissime stanze inutilizzate e vuote:si tratta dei palazzi delle Scuole elementari e delle Scuole superiori.
In entrambi c’erano, fino a qualche anno fa, anche tre sezioni (dalla prima classe alla quinta) ed oggi c’è una sola sezione: di conseguenza decine di aule rimangono per forza di cose vuote e potrebbero essere utilizzate per ospitare le tre classi delle scuole medie.
Siamo di fronte ad una scelta, a solo due anni dalle elezioni, che sembra sottintendere ben altro che una “necessità”: si vuole creare un “mega lavoro” da milioni di euro per concludere la legislatura e magari accontentare tutti.
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Lo abbiamo già visto con la costruzione milionaria di una mega palestra costata più di 2.500.000 di euro a servizio solo della scuola superiore e di un mega auditorium anch'esso costato circa 2.000.000 di euro che ospita si e no circa venti manifestazioni in tutto l’anno.
I soldi che incassa questo comune sarebbero dovuti servire a rendere gratuiti tanti servizi e abbassare le tasse che risultano fra le più alte della provincia, invece in questi 3 anni ci sono stati solo sprechi e inutili pagamenti di quote per ottenere riconoscimenti esterni che non hanno portato niente al paese ed ai giovani che da qui se ne vanno.

Come gruppo consiliare abbiamo già scritto alla Regione Toscana ed al Presidente della Provincia Vivarelli Colonna per essere ricevuti urgentemente affinché tutti sappiano, anche le istituzioni provinciali, come si buttano i soldi dei cittadini nei comuni. Chi ha il dovere di bloccare questo scempio deve intervenire subito, noi faremo di tutto per bloccare un mega appalto inutile e dispendioso per la collettività.

I Consiglieri comunali Un Comune per Tutti

29.04.2017
l'indesiderato
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Recentemente sono cresciuti gli allarmi di contaminazione delle acque potabili in alcune zone d’Italia da parte di elementi potenzialmente nocivi, in particolare l’arsenico. Dopo che anche l’Unione Europea è intervenuta, ecco qual è la situazione.
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Come se non bastasse la ben nota polemica riguardante il rischio privatizzazione dell’acqua potabile, recentemente si è aggiunto un altro allarme che riguarda l’accesso e la distribuzione a questo elemento fondamentale.
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L’Unione Europea, attraverso la Commissione, ha infatti preso di mira 128 comuni italiani le cui acque pubbliche contengono una quantità di arsenico superiore ai limiti di legge.
Tale quantità è attualmente limitata a 10 microgrammi per litro; il Governo italiano ha chiesto una deroga per poter arrivare a 50 microgrammi, mentre le istituzioni europee sono disposte a concederne al massimo 20.
Così, la Commissione ha emanato il testo di una decisione in cui impone il rientro nei parametri stabiliti, pena un procedimento presso la Corte di Giustizia europea che porterà al blocco dell’acqua potabile.
I comuni interessati sono quasi tutti della zona del centro Italia, con una particolare concentrazione all'interno delle province di Roma e Viterbo. Lì alcuni comuni, come Cisterna e Cori, hanno già provveduto autonomamente alla chiusura dei rubinetti e all'allestimento, grazie alla Protezione Civile, di un servizio di autobotti.
Ad Albano la situazione è resa ancora più critica dalla richiesta, bocciata dall’ASL (e recentemente respinta anche dal TAR del Lazio, ndr) di installare un inceneritore di rifiuti che rischierebbe di aggravare ulteriormente la condizione delle falde acquifere della zona.
Ma quali sono gli effettivi rischi per la salute umana e ambientale collegabili all'arsenico e quali le cause di una presenza eccessiva di questo elemento nell'acqua che beviamo?
Anzitutto bisogna dire che l’arsenico è presente in natura e addirittura costituisce un oligoelemento essenziale per molte specie animali.La sua assunzione non provoca alcun danno se è limitata, tant'è che il valore massimo di 10 microgrammi per litro è frutto di uno studio che, calcolando un consumo medio giornaliero di un paio di litri, porterebbe un individuo ad assumere nel corso dell’intera vita, attraverso l’acqua potabile, una quantità di arsenico pari a circa mezzo grammo, quindi del tutto priva di conseguenze negative
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Bisogna però tenere presente che l’arsenico può essere assunto anche per altre vie.Per esempio, è molto facile trovarlo in pesci e frutti di mare, che lo assorbono dall'acqua in cui vivono.
Per via della sua elevata mobilità, l’arsenico si sposta agevolmente attraverso aria, acqua e terra. Vi sono inoltre diversi materiali e sostanze che lo contengono, come il vino o i pesticidi. Tuttavia, è raro trovarlo puro e molto più spesso esso si lega ad altri metalli quali rame, piombo o argento.La sua assunzione in quantità eccessive può provocare all'organismo danni di diversa entità, da irritazioni a stomaco, pelle, intestino e polmoni alla riduzione della produzione di globuli bianchi e rossi, fino ad arrivare a favorire lo sviluppo di tumori alla pelle, ai polmoni e al fegato.
L’assunzione di quantità eccessive di arsenico è più probabile e più rischiosa per i bambini più piccoli, per i quali la deroga di 20 microgrammi per litro rappresenta già un valore a rischio.
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Ma da cosa deriva la presenza di arsenico?
Questo elemento chimico si trova naturalmente in molti pozzi, sia in superficie sia soprattutto in profondità. È quindi normale riscontrarne la presenza in acque provenienti da fonti collocate in particolare nelle zone di maggiore concentrazione,come Lombardia, Alto Adige, Campania, Toscana e Lazio.
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Anche vulcani e microrganismi liberano nell'atmosfera grandi quantità di arsenico.
Ciò su cui non sembra esserci un accordo è l’incidenza che l’attività umana esercita su questi valori. Alcuni ritengono che essa sia irrilevante, soprattutto per quanto riguarda la contaminazione delle falde acquifere. Altri, considerando anche la già citata capacità dell’arsenico di muoversi attraverso gli elementi (aria, acqua, terra), ritengono che l’alterazione di alcuni sistemi naturali abbia ampliato il ciclo dell’arsenico, provocandone la dispersione anche laddove questo elemento non è mai stato presente. Anche altre attività tipicamente umane sono considerate responsabili di inquinamento da arsenico, come la combustione di fonti fossili, la produzione di rame e l’utilizzo in ambito agricolo di piombo e zinco. Negli anni e nei secoli passati poi, erano numerosi gli utilizzi di questo elemento in prodotti come creme, medicinali e fitofarmaci da cui, una volta certificatane la pericolosità, l’arsenico è stato gradualmente eliminato.
Come considerare quindi questa situazione? Esimendoci da allarmismi, ci sentiamo comunque di appoggiare la scelta della Commissione Europea di usare il pugno di ferro nei confronti di chi – il Governo italiano, nei suoi vari livelli amministrativi – ancora una volta antepone una presunta efficienza gestionale ed economica alla tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. Considerando anche il fatto che il nostro paese è il primo in classifica per quanto riguarda le deroghe ai livelli di sostanze potenzialmente nocive quali fluoro, boro e, appunto, arsenico nelle acque potabili. Ci pare che sia proprio giunto il momento di invertire la rotta.
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La situazione a Santa Fiora e anche nei Comuni vicini per quanto riguarda la presenza di Arsenico nell'acqua non possono stare sereni.
Ogni sei mesi L'Acquedotto del Fiora comunica la tabella che rappresenta la concentrazione dell'arsenico presente nell'acqua potabile ,ricavata dalle analisi che qui sotto riportiamo.

01.04.2017
Stefano Galieni
Responsabile nazionale migranti PRC

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Si fa presto a parlare di accoglienza. Spesso, soprattutto dalle pagine locali dei locali dei quotidiani come dalle commissioni ministeriali, si capisce poco, altrettanto spesso gli stessi amministratori locali si ritrovano la "patata bollente" di una decisione senza comprenderne gli effetti e senza saperli - o a volte volerli - comunicare alla propria cittadinanza.
Proviamo a fare un po' di chiarezza. Per chi arriva ed attende di poter veder esaminata la propria domanda di asilo o di protezione umanitaria si aprono in un paese complicato come il nostro, diverse strade. Due sono le principali. La prima è essere immessi in un progetto Sprar (Sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati). Un sistema che attualmente ospita un quarto dei richiedenti asilo ma che ha sia dei pro che dei contro. Negli Sprar non si creano grandi concentramenti di persone - al massimo poche decine - e proporzionate al numero di abitanti della località prescelta. Il responsabile è l'ente locale che deve fornire le strutture, può scegliere chi si occuperà di gestire il progetto che quindi permetterà la creazione di pochi ma preziosi posti di lavoro, deve rendicontare ogni spesa fatta e soprattutto deve avviare chi ne beneficia ad una inclusione socio economica nel territorio: insegnamento della lingua, favorire tirocini atti a trovare lavoro, garantire la scuola se ci sono minori o se c'è richiesta, assistenza sanitaria e abitazione dignitosa. I Comuni che attuano questi progetti ricevono sia compensi dal Servizio Centrale dello Sprar sia possono derogare al patto di stabilità che spesso impedisce spese. Le spese sostenute vengono tolte dai limiti del bilancio. Certo il Comune e l'ente attuatore (cooperativa o altro) devono impegnarsi a garantire a chi arriva e a chi ospita, la possibilità di conoscersi e di evitare ghettizzazioni. Quando funziona si sono realizzate esperienze - di cui si parla poco - estremamente positive. Meno paure per chi ospita, una prospettiva di vita decente per chi si è sobbarcato un viaggio orribile per fuggire dal proprio paese. Lo Sprar però spesso non viene accettato dal Comune per una ragione carica di cinismo. L'amministrazione si assume una responsabilità politica e chi è contrario, a prescindere, all'arrivo di profughi, utilizza tale scelta per cavalcare ogni forma di malcontento ed erodere consenso alla maggioranza che fa questa scelta. "Ci sono gli immigrati?" "Colpa del sindaco che non pensa a noi". Questa è la classica frase. E pensare che ci sono paesi, soprattutto nel Meridione in cui, il realizzarsi di progetti Sprar ha portato occupazione nei progetti, risistemazione degli stabili abbandonati, riapertura delle scuole, maggiore partecipazione sociale nella vita del paese. Ma di questo sui quotidiani si parla poco.
Si diceva che esiste un altro percorso, il più battuto e per certi versi fallimentare. Laddove i Comuni rifiutino ogni arrivo la prefettura può disporre l'apertura di un CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria), utilizzando strutture disponibili, caserme, alberghi vuoti, caseggiati in disuso. Nei CAS la responsabilità è totalmente in mano alle prefetture che, in quanto organi del governo, possono decidere a chi assegnare la gestione, quante persone portare e che sono tenute ad un rapporto con l'ente locale solo per ragioni di cortesia. Nei CAS di fatto non è garantita una rendicontazione delle spese effettuate (non c'è bisogno di spiegare come vengono spesi i famosi 35 euro giornalieri per richiedente asilo) e questo facilita una forte disparità di trattamento nonché speculazioni perché più persone ci sono più l'introito è alto. Ma se si apre un CAS la colpa/responsabilità non è del sindaco che potrà sempre dire ai propri elettori: "non è colpa mia, lo ha voluto il governo. Prendetevela col prefetto".
Gli Sprar a volte funzionano e rendono chi ne beneficia libero di ricostruirsi una vita, nei CAS avviene molto più raramente, i costi di entrambi non ricadono sulla collettività - che spesso anzi ne beneficia - i numeri non sono tali da creare concentrazioni insopportabili e, soprattutto si tratta di progetti temporanei, la cui durata dipende dalla gestione delle commissioni incaricate di valutare le richieste di asilo e dalla efficacia nel creare autonomia per chi vi si ferma per il periodo necessario. Certo se tutti i Comuni d'Italia fossero obbligati ad avere una piccola percentuale di richiedenti asilo nel proprio territorio, nell'ordine del 3 X 1000, neanche si avvertirebbe questo come problema da segnalare.
Ma molti comuni, per egoismo rifiutano e cercano di impedire anche l'arrivo di un CAS con il risultato che solo un quarto dei Comuni è oggi interessato dalla presenza di richiedenti asilo. Se ognuno fosse obbligato a fare la propria parte non ci sarebbero problemi.
Da ultimo c'è poi da dire che per piccoli numeri di persone, (15 o 30 che siano) se l'ente locale svolgesse un ruolo di facilitatore nel rapporto con la cittadinanza, alcuni ostacoli dettati più dalla cattiva cronaca che dalla esperienza diretta verrebbero superati facilmente. Ma ci vorrebbe appunto l'impegno di tutti gli attori sociali presenti: amministratori, forze sociali e politiche, volontariato laico e religioso. Si imparerebbe che includere porta ottimi risultati per tutti. Basta provarci, non partendo col timore che chi sta arrivando è un pericolo o sono braccia da sfruttare ma sono persone. Persone con il proprio bagaglio di vissuto, con la propria cultura, le proprie competenze e i propri problemi, come ognuno di noi e di persone ne abbiamo tutti bisogno.
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20.03.2017
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Nel momento in cui la comunità di Marroneto e i cittadini del Comune di Santa Fiora sono impegnati a confrontarsi e discutere sul tema della ospitalità agli immigrati, ecco spuntare fantomatiche "squadre" notturne, ad acuire paure e timori nel nostro territorio.
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L'apparizione di un manifesto di Forza Nuova, appeso in bella mostra a Marroneto, "Stop accoglienza business", seguito da un comunicato nel quale tali alfieri della giustizia sommaria si professano "... pronti alle barricate a fianco del Popolo italiano”, fanno da contraltare alle affermazioni di pochi giorni or sono della Lega Nord, che preannuncia un banchetto per raccogliere le firme e dire un grande no a questa "nuova invasione".
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Ma di cosa stiamo parlando?
Se arriveranno dei migranti, saranno nell'ordine di 10/15 unità, com’è stato precisato dal Sindaco, attraverso un progetto di accoglienza denominato SPRAR (Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Tale progetto sarà attuato direttamente dal Comune, che individuerà la struttura più idonea e sceglierà se e a chi affidare l'incarico della gestione degli ospiti stranieri, in attesa della loro ricollocazione in ambito europeo.
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Che l’immigrazione venga utilizzata in maniera cinica da personaggi senza scrupoli, che assumono il ruolo di “caporali” nello sfruttamento del lavoro di migliaia di disperati, o da cooperative di ogni colore (come dimostra l’inchiesta su Roma Capitale, con il coinvolgimento di esponenti politici e della malavita nera) è un dato di fatto ed una vergogna tutta italiana, conseguenza di scelte sbagliate ed inefficaci nell'affrontare un problema di dimensioni planetarie.
D’altra parte è anche molto facile alzare polveroni su questa materia, sfruttando i timori ed il senso di insicurezza che la crisi generalizzata della società occidentale, sia sul piano economico che sociale, induce nella popolazione; ma con l’avvio del progetto SPRAR la cittadinanza santafiorese avrà la possibilità di assolvere (nella giusta misura numerica) ad un preciso dovere morale e istituzionale, sancito dall'Art.10 della Costituzione:
"… La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
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Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici".
Ma forse è troppo sperare che questi fomentatori d’odio abbiano coscienza di quanto è scritto nella nostra Carta Costituzionale.

Partito della Rifondazione Comunista
Circolo Raniero Amarugi
Santa Fiora

Santa Fiora,
4 marzo 2017

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<< Questo mese lo dedicheremo alla “inaugurazione delle chiusure commerciali”: è triste, ma è la realtà di questo comune.
Siccome il Sindaco, come sempre avulso dalla realtà, fa lo “splendido” e si fa fotografare mentre taglia un nastro inaugurativo di una attività commerciale, sappia che altre dieci attività chiudono i battenti sotto la sua amministrazione.
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In soli tre anni, senza aver messo in campo nessuna strategia e nessun sostegno ai commercianti ed i piccoli imprenditori, molte attività purtroppo hanno chiuso nel silenzio assordante di una Amministrazione: pensare che qui piovono soldi come due milioni e mezzo d’euro all'anno, a fronte di 2600 abitanti, senza che si sappia che fine fanno, anche se lo immaginiamo.
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Hanno chiuso in ordine di tempo solo per esempio un macello a Bagnolo, un panificio a Santa Fiora, una ferramenta a Bagnore, un’officina meccanica, una lavanderia, un bar nel capoluogo e da ultimo due negozi di abbigliamento uno dei quali era sulla piazza da 50 anni. Tutto questo mentre il Sindaco ed i suoi amici si fanno “belli” di una iniziativa, senza dubbio positiva, ma che riflette una crisi enorme di un comune ricco e pieno di soldi dove tanti cittadini sono stati costretti a chiudere perché non arrivavano a fine mese.
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Questa Amministrazione, con in capo il Sindaco e tutti i consiglieri di maggioranza, non ha fatto assolutamente niente in questi tre anni: pensare che sarebbe bastato ascoltare le nostre proposte a sostegno delle attività esistenti per scongiurare questa catastrofe irreversibile e dare un sostegno alle attività di questo comune.
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Noi abbiamo proposto l’azzeramento delle tasse comunali per 3 anni alle attività commerciali finanziate con i proventi della geotermia, ma è come parlare ai sordi: sono troppo intenti a pensare a farsi belli sulla stampa invece che riflettere e trovare soluzioni reali per il paese: siamo di fronte ad una incapacità oggettiva, ma anche ad un menefreghismo di tutto il PD e dei suoi consiglieri comunali che a tutto pensano fuori che a fare una politica costruttiva e di sviluppo per questo comune. >>
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I consiglieri comunali di Un Comune per Tutti
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Riccardo Ciaffarafà
Giacomo Albertini
Paolo Vichi

Riceviamo e pubblichiamo
25.02.2017

Una viabilità vergognosa che marginalizza l’Amiata dal resto della provincia per responsabilità di chi ha sempre comandato e non ha fatto niente di concreto per questo territorio.
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Non ultimo il blocco dell’adeguamento della strada Aiuole che collega in pratica tutti i comuni dell’Amiata dove da mesi i lavori sono fermi senza una vera e propria ragione: a quest’ora la strada doveva essere finita ed aperta, invece continuano i disagi per tutti i cittadini dell’Amiata.
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I lavori sono fermi da mesi nella pericolosità estrema di un cantiere lasciato lì incustodito con pericoli di frane e possibili incidenti.
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Eppure questo territorio è stato addirittura “sovrarappresentato” da gente che ha contato molto in tutti i livelli istituzionali. Dalla Provincia, dove l’attuale Sindaco di Santa Fiora ha fatto per anni l’assessore fino qualche mese fa, alla Regione fino al Parlamento nazionale. E con quale risultato?
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Pensare che i dirigenti PD si sono anche ritrovati qualche mese fa, in quattro gatti, in una “manifestazione buffonata” per chiedere a loro stessi in pratica l’adeguamento, giusto, della strada del Cipressino con il risultato di far mettere alla provincia, presieduta dal PD Bonifazi, un limite di 50 km/h che ha rallentato ancora di più la viabilità in questo territorio. In quella manifestazione c’erano tutti i raffiguranti politici ed istituzionali che hanno la responsabilità di questa tragica situazione amiatina.
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L’incompetenza di questa classe dirigente che ha comandato tutti questi anni in tutti i livelli istituzionali, condanna i cittadini dell'Amiata a subire continui disagi anche nella viabilità e questo è inaccettabile.
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Ora basta: scriveremo subito al neo Presidente della provincia Vivarelli Colonna per conoscere le ragioni e per chiedere l’immediato sblocco dei lavori sulla strada dell’Aiuole che, ci auguriamo, interverrà tempestivamente e con efficacia a differenza dei suoi recenti predecessori: i lavori devono riprendere subito ed essere consegnati.
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Riccardo Ciaffarafà
Capogruppo consiliare Un Comune per Tutti

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Santa Fiora,
10 febbraio 2017
Riceviamo e pubblichiamo
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Siamo ostaggi di un Sindaco inadeguato che pensa solo alla sua carriera più che ai problemi reali di tutte le frazioni: non abitando, per la più parte del tempo, in questo comune non si rende conto di quanti milioni di euro ha sminestrato in questi anni con risultati pari allo zero. Questa legislatura era una occasione per costruire un bel pezzo di futuro, invece non è stato fatto niente e si continua a fare ipotesi su cose inutili e dannose.
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Così come la strampalata idea, in ordine di tempo, della assurda proposta di fusione con il comune di Castell’Azzara che, fra l’altro, ha detto già di no a questa ipotesi insensata che metterebbe insieme due debolezze e farebbe un comune di appena 3500 abitanti, non risolvendo chiaramente per nessuno dei due comuni nessun tipo di problema. Non crediamo che sia una questione di soldi, visti quanti ne incassa il comune di Santa Fiora da circa dieci anni e visti i risultati sotto gli occhi di tutti. Ma chi sostiene questa scombinata ipotesi vuole nascondere i disastrosi risultati di 3 anni di questa Amministrazione.
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Infatti ci sono state tante chiacchere e niente fatti: il comune ha incassato più di 2,5 milioni di euro a fronte di 2600 abitanti. Dovremmo essere il comune più ricco e benestante della Toscana, invece chiudono macelli, panifici e negozi storici.
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Ma soprattutto il sistema cooperativo sta subendo un duro colpo mortale: infatti le cooperative Il Quadrifoglio e La Peschiera, nate e cresciute in questo comune, hanno già trasferito le loro sedi ad Arcidosso nel completo silenzio del Sindaco e di questa Amministrazione assente e inadeguata. E così sulla grossa crisi che investe la Cooperativa La Boscaglia, nata dopo la fusione di tre cooperative e che avrebbe dovuto rappresentare una enorme opportunità per questo territorio, oggi a rischio di chiusura, questa Amministrazione tace, come tacque per la chiusura definitiva dello stabilimento alimentare della Fornacina.
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Una situazione disastrosa in un comune ricco di soldi, ma povero di idee e soprattutto di persone capaci.>>

Mauro Menichetti
Segretario Movimento politico Ripartiamo

Domani nella Sala del Popolo del Comune di
Santa Fiora 10 Febbraio 2017 dalle ore 15 alle 17,30 viene organizzato un incontro dall'Agenzia Regionale di Sanità della Toscana -ARS- per presentare l'indagine sulla popolazione attraverso analisi di campioni biologici, visite mediche e questionari, per valutare i fattori di rischio,ambientale per la salute della popolazione intorno a l'Amiata.
Durante l'incontro saranno forniti i dettagli scientifici e logistici di come si svolgerà l'indagine, come la popolazione sarà coinvolta, come verranno raccolte ed analizzate le informazioni.
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L'incontro sarà l'occasione per fare il punto sui più recenti risultati degli studi condotti dall'Ars nell'area del monte Amiata.
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La partecipazione della popolazione è fondamentale per la buona riuscita dell'indagine.

mercoledì 01.02.2017
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Uno dei più eclettici artisti italiani, David Riondino, cantautore, attore, regista e scrittore, sarà in scena VENERDÌ 03 FEBBRAIO alle ore 21.00 al teatro di Santa Fiora con il suo spettacolo Triglie, principesse, tronisti e alpini (Cronache cantate dell’Italia più o meno contemporanea).
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Lo spettacolo è un diario in musica, che fotografa questi primi anni del millennio nei suoi passaggi più evidenti, dal pianto della Fornero all'ascesa di Renzi, passando per Grillo e Bersani. Questi anni di crisi, insomma, sono raccontati a partire dalle canzoni e dalle storie che Riondino ha scritto in occasioni diverse, per radio, teatro, giornali più o meno satirici e televisione.
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Sarà l’occasione di mettere in fila questi interventi sparsi, che sono a modo loro una cronaca ma soprattutto sono esercizi sulla canzone e sui molti modi di comporla.
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Riondino si definisce, infatti, “solidamente cantautore, per quanto discograficamente indisciplinato”. Trattasi insomma di cantautore eclettico, che racconta i suoi tempi giocando con le forme della canzone: corta, lunga, sibilata, didattica, epico-narrativa, intra-psichica, animalista, centrifuga, centripeta, e ancor di più. Naturalmente sotto lo sguardo severo di un coro di alpini, invisibile ma vero, che esegue con Riondino due commoventi canzoni d’alta quota.
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Riondino, toscano di Firenze, come cantautore tra il 1978 e il 1979 ha avuto l’occasione di aprire lo storico Tour di De André e della PFM. Molti i suoi pezzi noti, come Marcaibo di Lu Colombo, hit dell’estate 1981. Ha inoltre creato il personaggio – cantante João Mesquinho al “Maurizio Costano show”. Nel teatro ha lavorato assieme ad autori importanti quali Giuseppe Bertolucci, Paolo Rossi, Sabina Guzzanti e Dario Vergassola. Sul grande schermo è staro regista del film “Cuba Libre - Velocipedi ai tropici“ e ha lavorato con registi quali Marco Tullio Giordana, i fratelli Taviani, Gabriele Salvatores e Sabina Guzzanti. In radio ha condotto numerosi programmi come “Il Dottor Djembé” su RaiRadio3 e “Vasco de Gama” su RaiRadio2). In televisione lo si è visto, oltre al “Maurizio Costanzo Show”, a “Fuori orario”, “Raiot - Armi di distrazione di massa” e “Quelli che il calcio”. Come verseggiatore satirico lo si è ammirato in riviste quali “Tango”, “Il Male”, “Cuore”, “Comix” e “Boxer”. Tra i suoi libri più conosciuti ci sono “Rombi e Milonghe. João Mesquinho e altre canzoni” e “John Martin. Il trombettiere di Apricale. Da Garibaldi a Custer”.

Il biglietto d’ingresso (unico) costa 12 euro.

Santa Fiora, 22 dicembre 2016
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Il nostro gruppo consiliare d’opposizione del Comune di Santa Fiora, Un Comune per Tutti, ha inoltrato alla Procura della Corte dei Conti di Firenze, un dettagliato esposto, con 27 atti amministrativi allegati, riferiti alla nascita e al funzionamento della Fondazione Cultura Santa Fiora.
Fin dalla sua istituzione, voluta fortemente dal Sindaco e dalla sua maggioranza, abbiamo sollevato seri e motivati dubbi sulla legittimità e sull’uso che ne viene fatto, quale braccio esterno all’Amministrazione stessa, per organizzare e gestire eventi, suscitando il fondato sospetto che in tal modo si aggirino norme e leggi che vincolano la spesa pubblica di un Comune.
Ovviamente questa Amministrazione non ha sentito l’esigenza di coinvolgere l’opposizione, non prevedendo nessun suo rappresentante nel consiglio di amministrazione della Fondazione stessa dove anche l’ex sindaco risulta coinvolto come vice presidente: un CdA composto tutto dal PD e che anche quest’anno ha ricevuto ben 110.000 euro dal Comune di Santa Fiora. Dunque soldi pubblici che vanno a finire in una Fondazione che non ha nessun controllo da parte di terzi.
Ma la cosa più assurda ed inammissibile è che il presidente della Fondazione è il Sindaco stesso: pertanto il Presidente della Fondazione Federico Balocchi chiede i finanziamenti a Federico Balocchi Sindaco di Santa Fiora e questo ultimo se li auto-concede cospicuamente e senza nessun controllo.
Il Sindaco si deve dimettere subito da Presidente di una Fondazione che, a nostro parere, risulta illegale e illegittima fin dalla sua costituzione che gestisce senza controllo soldi pubblici.
Al di là di ogni questione etica e morale, sarà la Corte dei Conti a chiarire se tutto ciò è conforme alla legislazione e alle norme vigenti: quello che possiamo dire è che neanche la mente più fantasiosa e perversa sarebbe riuscita a confezionare un’assurdità come questa.

Giacomo Albertini
Riccardo Ciaffarafa'
Paolo Vichi

Riceviamo e pubblichiamo
16.12.2016

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<< L’arroganza di questo Sindaco e della sua Amministrazione ha subito un grosso colpo con la sconfitta al referendum nel comune di Santa Fiora. Infatti, in controtendenza rispetto a tutta l’Amiata, a Santa Fiora il fronte del “SI” capeggiato da tutti gli esponenti del PD locale ha subito una sonora sconfitta nonostante il profuso impegno di tutti gli Amministratori, con in testa il Sindaco, schierati davanti ai seggi elettorali ed impegnati in una campagna elettorale che non ha avuto eguali nelle precedenti.
D’altra parte il voto era anche sull'operato di una Amministrazione che, come Renzi, ha venduto ai propri cittadini tante chiacchere, ma che ha realizzato veramente poco a fronte di un introito annuo di 2, 5 milioni di euro per 2600 abitanti. Qualunque Amministrazione con questi soldi, che ormai sono quasi dieci anni che vengono a pioggia su questo comune, avrebbe dovuto rendere “le strade d’oro” e risolvere tutti i problemi del comune. Invece qui chiudono attività commerciali e molti giovani sono costretti ad emigrare in cerca di lavoro con lo spopolamento del comune più ricco della Toscana. Il Teleriscaldamento, oltre i noti problemi, è il servizio più costoso della regione. La realizzazione della piscina coperta, pagata dall'Enel con risorse che dovevano essere utilizzate per altri scopi, sbandierata dal PD per 3 campagne elettorali, segue un iter utile anche per la prossima campagna elettorale, per illudere ancora la gente: insomma una situazione disastrosa nella realtà dei fatti.
Noi siamo stati schierati per il “NO” fin dall'inizio, in una campagna elettorale che non abbiamo mai nascosto avrebbe dato anche un giudizio sull'operato di questa amministrazione con un Comitato per il NO civico, che non si è risparmiato e che ha contribuito a far vincere il “NO”.
Una bocciatura di tutte le politiche e le idee strampalate di questa Amministrazione che sopravvive di rendita, ma che non dà alla cittadinanza né risposte, né tanto meno benessere nonostante i tanti soldi incassati da geotermia, acquedotto e Cosvig: bocciata anche definitivamente la fallimentare proposta di fusione con Castell'Azzara avanzata da un fantomatico Comitato vicino al PD, ma smentita anche dal “niet” deciso del comune di Castell'Azzara stessa.
Da questo voto esce una Amministrazione comunale debole e che rappresenta la minoranza dei cittadini.
Ci auguriamo a questo punto che il Sindaco torni con i piedi per terra e rispetti le prerogative dell’opposizione che, evidentemente, rappresenta la maggioranza dei cittadini di questo comune, mettendo da parte la tracotante arroganza e presunzione che ha caratterizzato fin dall'inizio questa amministrazione comunale. >>
I consiglieri comunali Un Comune per Tutti
Riccardo Ciaffarafà
Giacomo Albertini
Paolo Vichi

Qui a fianco riportiamo l'esito del referendum del 04.12.2016

DOVE IL NO HA VINTO CON 53,16 %

COMPAGNI CHE FESTEGGIANO CON IL LANCIO DI MONGOLFIERE LA VITTORIA

DEL NO

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IL SERVIZIO DI TELERISCALDAMENTO a Santa Fiora è fonte, almeno in gran parte dei cittadini, di forti malumori.
Rimbalzato di riunione in riunione,di consiglio comunale in consiglio, il teleriscaldamento lunedì finirà addirittura sulla scrivania della Corte dei Conti.
Ad interpellare l'organo di controllo sarà il gruppo di opposizione a Santa Fiora,"Un Comune per tutti" e lo farà a seguito di una interrogazione sul Teleriscaldamento.
"Abbiamo voluto sapere-afferma Riccardo Ciaffarafà, capogruppo di minoranza- quante volte nell'anno in corso, si è riunita l'Assemblea dei Società Amiata Energia,società che gestisce il servizio di teleriscaldamento e da chi fosse stato rappresentato il nostro Comune.
Dalla risposta del sindaco è emerso un fatto gravissimo e cioè che le assemblee dei soci sono state tre e che in nessuna il primo cittadino era presente".
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Il Comune di Santa Fiora è proprietario del 20% della Società Amiata Energia che è il soggetto che gestisce il servizio pubblico di teleriscaldamento, quindi si trova nella duplice veste di concedente e concessionario di questo servizio.
"E' incredibile - continua- constatare che il sindaco non ha delegato per queste assemblee, un altro amministratore o un funzionario del comune ma ha delegato un dipendente della Società Amiata Energia.
Quindi l'Ente pubblico , concedente del servizio, si è fatto rappresentare dalla società privata che è concessionaria e che gestisce il teleriscaldamento.
Questo è avvenuto due volte, la terza addirittura l'ente si e fatto rappresentare da un professionista di Arcidosso estraneo al Comune".
Una parte di cittadini,riuniti anche in un comitato di protesta , lamentano le tariffe del teleriscaldamento a Santa Fiora:"le spese-prosegue- sono le più alte della Toscana e la società che lo gestisce ha chiuso tutti gli esercizi finanziari in passivo, accumulando un deficit intorno ai tre milioni di euro, con un debito consolidato di circa 20 milioni".
Ciaffarafà è molto critico anche nei confronti del nuovo regolamento di fornitura approvato nel giugno 2015:"Fu approvato -spiega il Consigliere- con il parere contrario dell'allora segretario comunale, adottato a totale insaputa dei cittadini, si affermò che sarebbe stato praticato uno sconto del 10% sulla tariffa. In realtà tale sconto è frutto di un'interpretazione personale della società(e del sindaco)rispetto a deduzioni fiscali che sono di assi dubbia applicazione.
Non ci resta che - conclude- informare la Procura della Corte dei Conti.

26.11.2016

Riceviamo e pubblichiamo
il 22.11.2016
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<< Sono i cittadini che devono decidere se fondersi o meno e non certo gli esecutivi delle due amministrazioni che sono tecnicamente al governo, ma che non rappresentano la maggioranza effettiva della popolazione>>.
Basti ricordare che sia a Santa Fiora che a Castell'Azzara, il PD ha occupato il comune con una decina di voti di scarto oggetto anche di ricorsi ancora in essere. Comunque, Il luogo deputato a discutere i possibili assetti futuri dei due comuni è il consiglio comunale aperto ai cittadini, oltre a una serie di assemblee pubbliche per iniziare ad affrontare il possibile tema che, tuttavia, si dovrà concludere con un referendum.
Perimetrato il modus, nel merito non si tiene minimamente conto della rappresentanza democratica dei cittadini: un territorio così vasto conterebbe su pochi consiglieri comunali distruggendo del tutto il concetto di rappresentanza e di territorialità.
Capisco bene che non è un tema caro al PD quello della democrazia rappresentativa lo dimostra, se ce ne fosse bisogno, il referendum del 4 dicembre dove, il concetto di voto e rappresentanza, verrebbe spazzato via definitivamente con l’affermazione del Si.
Un referendum che comunque avrà delle ripercussioni anche a livello locale poiché tutti i Sindaci, gli assessori ed i consiglieri PD sono schierati con il Si, quindi l’esito rappresenterebbe un test importante sulle logiche di accentramento amministrativo, dando anche una risposta già concreta alle strampalate teorie di fusione.
Santa Fiora non ha certo bisogno di fondersi con un comune che è distante 20 km. con caratteristiche ed esigenze distanti e molto diverse.
La strampalata proposta avanzata da un fantomatico Comitato profusione è illogica e poco lungimirante, almeno per i cittadini, ed emerginalizzerebbe definitivamente questi due comuni, già fra i più deboli dell’Unione.>>
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Riccardo Ciaffarafà
Capogruppo consiliare Un comune per Tutti

10.11.2016

Pubblichiamo quanto abbiamo ricevuto dal Comitato Spontaneo per il Teleriscaldamento Bene Comune

20.10.2016
Dopo che vari giornali locali hanno denunciato i disservizi delle Poste italiane a Santa Fiora
Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell'opposizione del Comune di Santa Fiora "Un Comune per tutti"
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Poste: la Prefettura intervenga per interruzione di pubblico servizio
<< Da diversi mesi nel comune di Santa Fiora e più in particolare nelle frazioni, il servizio di recapito postale viene effettuato a singhiozzo e passano anche 4 giorni senza che venga consegnata la corrispondenza.
Una disfunzione del genere implica un grosso impatto per tutti i cittadini che vedono, ancora una volta, tagliato un servizio essenziale come quello della posta in nome non si sa di cosa: non ricevere per giorni la corrispondenza nel 2016 significa essere tornati indietro di un secolo e subire nuovamente la vessazione di un territorio emarginalizzato rispetto al resto del mondo, magari perché è in montagna. Questo è inaccettabile e si scontra con il regolamento di servizio nazionale che Poste Italiane ha con gli enti locali.
L’Amiata è un territorio in spopolamento soprattutto a causa di politiche insensate e scellerate di chi amministra questo territorio da oltre trent'anni, ma non accettiamo che Poste Italiane non consegni nemmeno più la corrispondenza ai cittadini, dopo aver già chiuso o ridimensionato in questo territorio molti uffici postali nel completo silenzio degli Amministratori comunali. Ci auguriamo che il Sindaco di Santa Fiora, sebbene poco presente e dunque non toccato dal problema, si limiti a fare poca propaganda sulla questione e agisca immediatamente presso la Prefettura per interruzione di pubblico servizio.
Per quanto ci riguarda, come gruppo consiliare, abbiamo già dato seguito ad una lettera al Prefetto e alla dirigenza di Poste Italiane affinché si ripristini da subito il servizio di consegna della corrispondenza nelle frazioni giornalmente.>>
I consiglieri comunali Un Comune per Tutti
Dott.Riccardo Ciaffarafà, capogruppo
Dott.Giacomo Albertini
Paolo Vichi

Il compagno Pino Merisio ha vinto la battaglia contro il gigante ENEL.
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La Sentenza emessa dal Tribunale di Grosseto non lascia adito a dubbi: la multinazionale dell'energia che aveva citato Pino per un articolo pubblicato sulla stampa locale, in particolare sul Corriere di Maremma del 5 Maggio 2012, in cui venivano espresse profonde e puntuali critiche alle modalità di sfruttamento della geotermia in Amiata unitamente a una proposta di produzione energetica basata sull’impiego di pannelli fotovoltaici, è stata condannata al pagamento delle spese processuali perché la sua denuncia deve essere totalmente respinta.
In realtà il documento che Pino aveva inviato ai giornali per la pubblicazione era stato elaborato dal Direttivo del Circolo Amiata Grossetana di Rifondazione Comunista ma, per non avere a che fare con un partito, ENEL aveva deciso l’attacco alla singola persona, indicata come noto esponente politico e animatore di movimenti ambientalisti locali, con un chiaro intento intimidatorio nei confronti di chi è impegnato nella battaglia in difesa del territorio da questa forma di sfruttamento geotermico.
Si tratta di una decisione di non poco conto.
Innanzitutto perché riafferma con forza il diritto al dissenso, garantito dall'art. 21 della Costituzione anche per chi si trova in condizioni di minoranza numerica, ma ha la capacità e lo spirito critico per proporre punti di vista alternativi ad un senso comune appiattito sulle volontà e le imposizioni dei poteri forti.
In secondo luogo perché riconosce la validità “scientifica” dei dati su cui si basa la posizione critica del documento: in esso si parlava di emissioni di sostanze inquinanti dalle centrali geotermiche; di aumento della concentrazione di arsenico nelle acque potabili, associato all'impoverimento della falda acquifera potabile; del numero di decessi nell'area geotermica dell'Amiata nel periodo preso in esame dallo Studio Epidemiologico dell'Agenzia Regionale di Sanità che è risultato notevolmente superiore rispetto a quello atteso nello stesso periodo.
Ebbene, la Sentenza afferma chiaramente che le emissioni delle sostanze tossiche, documentate anche dai prelievi effettuati dall'ARPAT, pur non dando luogo a superamenti dei valori di emissione fissati per alcune sostanze ,Idrogeno solforato, Mercurio ed Arsenico, producono tuttavia una condizione di inquinamento che rimane tale anche se l’attività viene esercitata su parere favorevole della pubblica amministrazione (in questo caso, la Regione Toscana), dal momento che la fissazione dei valori limite è sempre frutto di un compromesso, o, come afferma anche la Deliberazione della Giunta Regionale n. 344/2010, non ha alla base una scelta di tutela sanitaria ma dipende essenzialmente dalle tecnologie al momento disponibili; e quindi non può essere esclusa l’influenza dello sfruttamento geotermico nelle forme attuate dall’ENEL sul numero di morti ben superiore alle attese verificatesi in questi anni.
E’ chiaro che con questa Sentenza, l’attività delle forze politiche e dei Comitati che si oppongono allo sfruttamento geotermico può acquistare nuovo vigore: finalmente viene dimostrato, anche per via legale, che quando la critica ed il dissenso si fondano su dati di fatto precisi e documentati, anche chi detiene ben altri strumenti di informazione e di propaganda può essere smentito.

Santa Fiora, 15/10/2016

Santa Fiora, 15/10/2016
Partito della Rifondazione Comunista
Direttivo Zona Amiata Grossetana

si allega la sentenza del Tribunale di Grosseto

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Riceviamo e pubblichiamo
01.10.2016
Nominano un dirigente del socio privato a rappresentare il Comune nella Società

<un incompatibilità che mette in discussione ed invalida l’assemblea stessa di Amiata Energia che ha approvato un bilancio ancora una volta in passivo.
Il fatto risale al febbraio 2016 quando il Sindaco ha deciso di non partecipare all'assemblea sul bilancio della Società e nominare per suo conto il rag. Vincenzo Attisano come rappresentante del comune di Santa Fiora: lo abbiamo scoperto dopo una lunga ricerca da un estratto del verbale dell’Assemblea stessa che, chissà per quale motivo, il Comune non ha mai messo a disposizione e non fa conoscere mai al Consiglio Comunale stesso.
Il fatto, di una gravità inaudita, rappresenta perfettamente come questa Amministrazione comunale stia gestendo questo servizio e come tuteli centinaia di utenti: e cioè facendosi rappresentare da chi emette le bollette.
È bene ricordare che il teleriscaldamento di questo comune, a detta anche di un ex rappresentante nel CdA di Amiata Energia, Alberto Balocchi e che per anni ha avuto la delega su questa vicenda, è il più costoso della Toscana e che per i tanti problemi che presenta sia la gestione che l’impianto stesso, il servizio stesso è a forte rischio, peraltro con tariffe alte ed insostenibili per tanti cittadini.
È nostro dovere portare questa inqualificabile vicenda alla attenzione degli organi competenti, perché a nostro parere si configurerebbero diverse violazioni di legge, oltre ai danni provocati ai cittadini e all'Amministrazione stessa, perché non sono stati rappresentati legittimamente nell'Assemblea di bilancio della società pubblico-privata.
Quante altre cose ancora ha nascosto il Sindaco ai propri cittadini sulla società Amiata Energia?
Comprendiamo che non avendo il teleriscaldamento, Balocchi non sia interessato al buon funzionamento della società, ma deve capire che qui rischiano il servizio pubblico centinaia di utenti con questo comportamento dissennato suo e dei suoi amici.>>
I consiglieri comunali Un Comune per Tutti
Riccardo Ciaffarafà
Giacomo Albertini
Paolo Vichi

29.06.2016

Le dichiarazioni del Sindaco riguardo alla Palestra mettono in evidenza ancora una volta, se necessario, l’inadeguatezza di Balocchi a ricoprire questo ruolo.
Infatti la parziale apertura della struttura, iniziata nel 2003 e lievitata da un costo iniziale di circa 350.000 euro ad un costo attuale di circa 2.300.000 euro (dunque quasi due milioni in più a carico dei cittadini di Santa Fiora) è stata oggetto di un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti da parte dei consiglieri di opposizione Un Comune per Tutti.
Un esposto per accertare le responsabilità ed il danno erariale e che, senza dubbio, ha accelerato la parziale apertura della struttura che ancora non è finita: e per questo noi siamo contenti.
La Palestra è usufruibile solo per le scuole superiori da un corridoio interno: manca ancora una scala di accesso dall'esterno e per questo lavoro l’Amministrazione Balocchi ha previsto altri 152.000 euro di spesa a carico dei cittadini di questo comune: dunque di cosa parla il Sindaco?
Era davvero opportuno riempirsi la bocca per una cosa che è in mano alla magistratura e che ha ridicolizzato questo comune in tutta la provincia ed oltre?
Era davvero opportuno fare una inaugurazione in pompa magna alla “Renzi” per una Palestra che arriva con 13 anni di ritardo, che ancora non è finita e non è usufruibile e che è stata anche oggetto di una inchiesta giornalistica nazionale su Pubblico Spreco di Sky Tg24? Oppure sarebbe stato “utile” consegnare le chiavi a chi di dovere con tanto di scuse, visti anche i ruoli di responsabilità per questa vicenda che ha occupato l’attuale Sindaco?
Purtroppo la vergogna appartiene solo a chi ha anche un po’ di morale ed evidentemente qui manca del tutto.
DR
L'indesiderato

Con 2,5 milioni di euro l’anno non sanno far partire un servizio come la mensa scolastica

I Consiglieri comunali "Un Comune per tutti" Riccardo Ciaffarafà, Giacomo Albertini e Vichi Paolo denunciano:

<< E’ davvero scandaloso che la mensa scolastica non inizi nel giorno di apertura delle scuole e che ogni anno si ripeta questa manfrina: se un’ amministrazione comunale non è in grado di garantire nemmeno questo servizio è bene che vada a casa.
Non aprire da subito la mensa scolastica e rimandarla di diverse settimane significa non sapere organizzare i servizi essenziali al minimo e non comprendere le esigenze di tante famiglie che sono costrette a ricorrere, con mezzi propri, ad aiuti esterni e privati per colpa del Comune.
E’ bene sempre ricordare che il Comune di Santa Fiora incassa, da molti anni, circa 2.500.000 mila euro all'anno fra compensazioni ambientali da Enel, Acquedotto e Cosvig con una popolazione di 2600 abitanti: se di fronte a questo mare di soldi non sono in grado di garantire un servizio essenziale come la mensa scolastica, ci chiediamo dove vadano tutti questi milioni di euro perché nel paese non vi è traccia.
Il Sindaco, non vivendo in questo comune, probabilmente non si rende conto dei veri problemi di questo territorio, si piena spesso la bocca, tramite il suo ufficio stampa pagato con i soldi dei cittadini, sulla “importanza della scuola”: ma se non è in grado nemmeno di aprire la mensa quando è da gennaio che il giorno di apertura è fissato per il 15 settembre, cosa fa tutto il giorno a parte iscrivere a pagamento il Comune a tutti i club d’Italia? L’Amministrazione comunale ha avuto almeno 9 mesi di tempo per programmare un servizio semplice ed essenziale e che si ripete ogni anno, ma qui pensano alle bandiere e ai musei mentre il paese sta morendo per una cattiva amministrazione del territorio e per responsabilità politiche e personali proprio di questi signori della politica.
Abbiamo presentato una interrogazione consiliare in merito affinché si faccia chiarezza sulla questione e affinché si accertino le responsabilità, di uno dei tanti disservizi che sono costretti a subire in questo comune tante famiglie.>>

16.09.2016

Riceviamo dai Consiglieri di Opposizione del Comune di Santa Fiora l'esposto alla Procura della Repubblica sulla Palestra di Santa Fiora dove qui di seguito alleghiamo i file.
Già lo scorso anno e questa primavera noi di Rifondazione comunista avevamo evidenziato questo problema

http://rifondazionesantafiora.it/node/54
http://rifondazionesantafiora.it/node/138

L'Indesiderato

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05.09.2016
di Carlo Balducci

L'ex Sindaco invita(o ordina?) a chi è contrario allo sfruttamento geotermico di andare via dall'Amiata. Siamo convinti che più di uno,se potesse, lo farebbe veramente,anche grazie al contributo che lui stesso ha dato alla creazione della situazione che ci troviamo ad affrontare.
Il fatto è che non se ne vanno solo quelli contrari alla geotermia; se ne vanno, e non tornano più, anche quelli che magari non hanno espresso un parere o che erano anche favorevoli o addirittura dipendenti ENEL.
Quando finalmente si analizzeranno in maniera oggettiva i risultati degli studi sullo stato di salute degli abitanti dell'Amiata, da anni oggetto di revisioni ed aggiustamenti dopo la prima pubblicazione del 2010, anche chi non vuol capire dovrà rendersi conto delle drammatiche condizioni cui è esposta la popolazione a causa delle emissioni delle centrali geotermiche e della stessa Bagnore 4,dipinta come l'impianto innovativo e "sicuro" dal punto di vista ambientale.
Ne volete una prova?
Ebbene, dalle comunicazioni sui "fermi impianti programmati", reperibili sul sito del comune di Arcidosso ( fra l'altro bisognerebbe che qualcuno ci spiegasse come mai questi dati si devono trovare ad Arcidosso e non a Santa Fiora,sede dell'impianto) si apprende che l'AMIS del Gruppo 1 di Bagnore 4 è stato fuori servizio dal 22 al 25 Agosto 2016.
Quindi in quei tre giorni la centrale ha emesso direttamente in atmosfera, senza alcun
abbattimento, tutte le sostanze contenute nel fluido geotermico: o meglio, siccome il 30% del flusso è stato dirottato sull'AMIS del Gruppo 2 è stato scaricato in atmosfera il 70% del fluido, cui corrispondono centinaia di tonnellate di anidride carbonica, diverse tonnellate di acido solfidrico e di ammoniaca, alcuni kg. di mercurio, diversi grammi di arsenico e via elencando.
Invariabilmente ARPAT certificherà che la qualità dell'aria rilevata dalle stazioni di misura rientra ampiamente nei limiti di emissione indicati dall'Organizzazione Mondiale di Sanità per le varie sostanze analizzate, consentendo ai Sindaci di rilasciare dichiarazioni assolutamente tranquillizzanti ed attaccare come irresponsabili i rappresentanti dei Comitati che mettono in guardia i cittadini sul fatto che non degli effetti di una sostanza si deve tener conto, ma dell'insieme delle emissioni e di tutte le sostanze in esse contenute, seppur in quantità singolarmente limitate.
Ed ecco che si ritorna al punto di partenza: gli effetti di tutto ciò sono scritti
chiaramente nell'indagine epidemiologica del 2010: bisognerebbe che i nostri amministratori (nuovi e vecchi) si prendessero la briga di leggerla, anziché farsela raccontare!
Ci era anche sembrato di capire che il Sindaco Balocchi avesse espresso la sua netta contrarietà al progetto della Società Tosco Geo, volto alla ricerca di risorse geotermiche per la costruzione di una o più centrali nella zona di Bagnolo.
Fatto sta che ad oggi, gli unici che hanno presentato osservazioni per ostacolare questa eventualità siamo noi di Rifondazione Comunista.
Come al solito, le chiacchiere stanno a zero: pur di non irritare il Presidente Rossi,
che immagina per l'Amiata un futuro sviluppo basato pressoché esclusivamente sullo sfruttamento di questa "risorsa", dobbiamo prendere atto di una repentina marcia indietro della nostra Amministrazione. Veramente un brutto segnale.

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Lo scrittore Stefano Benni, ospite della serata clou di “Narrastorie” di Cristicchi sponsorizzato da Enel,coerentemente e a fronte dell'impossibilità di garantire anche soli tre minuti prima del suo spettacolo ai comitati antigeotermici, rinuncia a partecipare all'evento. Non possiamo che ammirare il gesto e la coerenza.
Ci auguriamo che anche altri “artisti” del cartellone ne seguano l'esempio, a cominciare da Paolini che pure, in“Vajont”, attaccava quella che sarebbe diventata l'Enel e che già causava tanti danni e morti.
Tale rinuncia deve aver colpito il sindaco di Arcidosso, Marini, che in un infuocato comunicato stampa se la prende con i comitati e i cittadini antigeotermici accusandoli di “atto vandalico.., …atto gravissimo che sfregia la manifestazione” contestando “con fermezza il modo di porsi quasi “intimidatorio” di alcuni esponenti dei comitati”, chiamando in causa per nome e cognome anche un consigliere dell'opposizione e un membro del M5S amiatino e accusando tutti anche di arrecare un danno economico per il turismo. Peccato non sia così puntuale nel contestare il ventilato raddoppio delle centrali amiatine annunciato dal suo premier Renzi e, di fatto, avallato dal governatore Rossi nella sua ultima sortita in Amiata o, ancora, non dica nulla sul furto di striscioni e opere artistiche dei bambini avvenuto il giorno che lui inaugurava la centrale di Bagnore 4 e invochi la censura per i comitati nelle iniziative dei paesi dell'Amiata, sembrerebbe addirittura -ma stentiamo a crederlo- andando a misurare quanti centimetri di suolo pubblico occupavano i banchetti antigeotermici.
Il Sindaco parla inoltre della necessità di limitare il diritto di critica, ma sembra che non sappia che diversi reati di opinione del codice fascista Rocco, come quello che mandava al confine chi si era dimostrato “capace di provocare il deperimento del sentimento patriottico” sono stati annullati dalla Corte Costituzionale, prima ancora che dal Parlamento. A lui quel codice manca e li invoca.
In realtà Marini non vuole rispondere su due fatti, ampiamente documentati da autorevoli scienziati, ai quali non ha mai potuto replicare:
1- con quale argomentazione logica ha approvato con la centrale Bagnore 4 l' immissione in atmosfera di ulteriori inquinanti, sapendo che nello Studio epidemiologico del CNR del 2010, in Allegato 6i dal titolo significativo: “Risultati statisticamente significativi delle analisi di correlazione geografica tra dati ambientali e dati sanitari. Analisi dei ricoverati e analisi delle mortalità” sono state individuate e registrate ben 54
relazioni, statisticamente significative, tra incrementi di malattie mortali nei residenti dei comuni geotermici e le concentrazioni crescenti degli stessi inquinanti, emessi dalle centrali Enel, presenti e misurati nei comuni geotermici?
2- come può sostenere che le centrali ENEL meritano i contributi pubblici per le energie pulite quando in articoli recenti di autorevoli scienziati, si afferma che le emissioni della geotermia dell’Amiata rappresentano il 17,7% per l’ammoniaca e il 42,5% per il mercurio di tutte le emissioni italiane relative ai settori industriali.
Per quanto riguarda le emissioni climalteranti delle centrali geotermiche dell’Amiata, gli stessi ricercatori scrivono in un recente studio, validato dalla comunità scientifica internazionale, che dal punto di vista del potenziale di acidificazione, l’impatto derivante dall’energia prodotta dalle centrali geotermiche del Monte Amiata è in media 2,2 volte maggiore dell’impatto di una centrale a carbone. Il valore medio per Bagnore 3 è
4,3 volte più alto di una centrale a carbone e circa 35,6 volte più alto di una centrale a gas?
Non solo Marini non può spiegare le sue scelte, non sa dare una spiegazione al fatto conclamato che i suoi concittadini sono esposti da molti anni ad eccessi di mortalità e cerca di riesumare il Codice Rocco, ma si inventa pure che la stragrande maggioranza dei cittadini di Arcidosso la pensano come lui e che i contrari alla geotermia “sono un numero risibile”. In realtà lui governa con il consenso di un partito di minoranza solo grazie al fatto che gli altri tre partiti presenti alle ultime elezioni tutti e tre contrari alla geotermia, non si sono coalizzati, ma che in ogni caso nell'insieme rappresentano la maggioranza dei cittadini votanti.

di Sos Geotermia
20.08.2016

Santa Fiora, 9 agosto 2016
riceviamo e pubblichiamo

<< Il gioco delle 3 carte del Sindaco Balocchi Federico e di Amiata Energia è stato smontato pezzo per pezzo in una affollata assemblea pubblica a Santa Fiora. Assemblea convocata dal Comitato Utenti dopo che è venuta alla luce la risposta della Agenzia delle Entrate rispetto all’interpello presentato dalla Società, il 15 aprile 2016, nel quale chiedeva, dopo nostre pressioni, se era legittima o meno l’applicazione di uno sconto che in verità è dovuto direttamente agli utenti e non alla Società erogatrice del servizio.
Amiata Energia, con la complicità di questa Amministrazione comunale che rappresenta nella società il 20%, ha imposto un nuovo regolamento di fornitura dove si prevedono sconti e tariffe agevolate a fronte di una applicazione illegittima della legge in merito. La maggioranza PD di Balocchi ha votato, anche contro il parere del Segretario comunale, un regolamento illegittimo e truffaldino per gli utenti che, se applicato, potrebbe mettere gli utenti nella situazione di dover restituire molti soldi con gli interessi proprio alla società.
Abbiamo smascherato, con la richiesta di accesso agli atti comunali, una lettera tenuta nascosta dal Sindaco dal 15 giugno 2016 ad oggi dove, sostanzialmente, l’Agenzia delle Entrate dice che l’interpello presentato è inammissibile. “Scoperta” la risposta della Agenzia delle Entrate è stata necessaria una assemblea pubblica per far capire alla gente cosa sta succedendo in questo comune col servizio pubblico del Teleriscaldamento e cioè una spicciola propaganda di “sconti” da parte della società, con la connivenza della Amministrazione comunale, basata sul nulla e che potrebbe farla pagare molto cara ai cittadini in breve tempo.
Anche il disperato e tragicomico tentativo di sbandierare, da parte di Balocchi, una lettera datata 4 agosto 2016, di Amiata Energia dove si “assume” gli eventuali rischi di questa operazione illegittima nel giorno stesso della Assemblea pubblica ha evidenziato l’incapacità e le responsabilità di questa Amministrazione comunale ridicolizzando le promesse del Sindaco che sarebbero garantite da una società, Amiata Energia, con circa 20 milioni di passivo consolidato. I cittadini hanno capito per fortuna con chi hanno a che fare e quale è la serietà di questi signori su un tema così importante come il Teleriscaldamento.
Abbiamo richiesto dunque la convocazione urgente del consiglio comunale per proporre, intanto, una modifica al Regolamento introducendo una norma di salvaguardia per i cittadini: vedremo se Balocchi e amici la voteranno dato che hanno dato la loro disponibilità pubblicamente. >>

I consiglieri comunali Un Comune per Tutti
Riccardo Ciaffarafà
Giacomo Albertini
Paolo Vichi

21.07.2016

La società TOSCO GEO a responsabilità (molto) limitata ha presentato in data 6 Luglio 2016 la richiesta alla Regione Toscana l’avvio del procedimento per la verifica di assoggettabilità a V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) dei lavori relativi alla esecuzione di due pozzi esplorativi profondi e per la realizzazione di una rete di monitoraggio della sismicità naturale all'interno del Permesso di Ricerca di risorse geotermiche in zona “Bagnolo”, che ricade nei territori comunali di Santa Fiora, Piancastagnaio ed Abbadia San Salvatore.
Questa attività, una volta accertata la presenza di un campo economicamente sfruttabile, porterà alla definizione di un progetto di sfruttamento con la costruzione di una o più centrali a ciclo binario, senza emissioni in atmosfera ma con la totale re-immissione nel sottosuolo dei fluidi estratti.
Noi ci opporremo con decisione a questo progetto, convinti che il nostro territorio non possa continuare ad essere svenduto agli interessi economici di società il cui unico scopo è quello di sfruttare gli enormi incentivi che lo Stato riconosce a questo tipo di attività, incentivi che vengono pagati da tutti i cittadini attraverso la bolletta elettrica.
Ci opponiamo anche perché le operazioni di estrazioni del fluido geotermico e di re-iniezione nel serbatoio, che avvengono al altissima pressione, sono in grado di produrre fenomeni sismici significativi, in una zona già per natura interessata da terremoti; altre problematiche riguardano la conservazione delle falde idriche, per non parlate dell’aspetto paesaggistico ed ambientale, che può essere pesantemente compromesso dalla realizzazione di queste centrali, basta affacciarsi sulla valle “occupata” dagli impianti dell’ENEL.
E’ evidente che si sta compiendo un altro passo verso la costruzione di quel “polo geotermico” amiatino fortemente voluto dal Presidente Rossi: il silenzio assordante del Sindaco e della nostra Amministrazione sembra proprio avallare questa scelta disgraziata.
Noi di Rifondazione di Santa Fiora siamo contrari a qualsiasi operazione di trivellazione. Pensiamo sia necessario tutelare non solo il delicato equilibrio ambientale di Santa Fiora, già compromesso dalla centrale Enel Bagnore 3 e 4, e la salute dei suoi abitanti, ma anche le terre boschive che sarebbero sottratte al loro utilizzo produttivo.
Chissà cosa potrà dire in proposito il nostro illustre concittadino Andrea Camilleri, insignito della Cittadinanza Onoraria nel 2014, quando di fronte alle finestre della sua casa di Bagnolo vedrà sorgere quest’altro monumento alla scempiaggine umana!
Si allega uno dei documenti della Tosco Geo presentati in Regione Toscana
D.R.

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20.7.2016

Il Comitato del NO a cui il Partito della Rifondazione Comunista ha aderito alla proposta avanzata dal Capogruppo della Lista "Un Comune per tutti" di Santa Fiora indice per il giorno 22.07.2016 alle 21,00 presso la Sala del Popolo del Palazzo Comunale di Santa Fiora Assemblea Costitutiva del Comitato del NO.
Tutti i/le Compagne/i sono invitati a partecipare

09 Luglio 2016
Il Coordinamento Amiata Grossetana del Partito della Rifondazione Comunista aderisce con convinzione alla proposta per la creazione di Comitati per il “NO” al Referendum Costituzionale dell'autunno prossimo, avanzata dal Capogruppo della Lista “Un Comune per tutti” di Santa Fiora, Riccardo Ciaffarafà.
Siamo appena usciti da una mobilitazione per la racconta di firme per la richiesta di referendum contro la modifica di alcuni punti della Costituzione e contro la nuova legge elettorale (Italicum), che tuttavia non ha consentito il raggiungimento del quorum necessario anche a causa di azioni ed atteggiamenti di puro boicottaggio perpetrati in varie sedi istituzionali: un motivo in più per non far mancare il nostro impegno a favore di quella che si va delineando come la madre di tutte le battaglie, allo scopo di imprimere una svolta decisiva, sul piano politico, per la caduta di un Governo che ogni giorno di più va accentuando il suo carattere antidemocratico ed antipopolare.
Il Presidente Renzi ha infatti voluto trasformare il Referendum necessario ad approvare in via definitiva la sua sciagurata riforma della Costituzione in un plebiscito nei confronti della sua azione di governo ed addirittura sulla sua figura: ebbene, avrà pane per i suoi denti!
Partendo dal merito delle scelte compiute per la modifica della Costituzione (la trasformazione del Senato in una squalificata “camera delle regioni”; la farsa della legge elettorale che attribuisce un premio di maggioranza esagerato al partito che raccoglierà più voti degli altri, fino ad un misero 25% di coloro che andranno a votare; il ritorno alla competenza statale di vari poteri oggi decentrati alle Regioni …) avremo modo di dimostrare con chiarezza che lo scopo ultimo di questa “riforma” è in realtà quello di consentire l’accentramento dei poteri nelle mani di un unico individuo, in grado di sottomettere alle proprie decisioni sia il suo partito che gli organi principali dello Stato, Governo, Parlamento, Corte Costituzionale, fino al Presidente della Repubblica.
Si tratta quindi di una battaglia decisiva per il mantenimento della democrazia nel nostro paese, da portare avanti con grande decisione e capacità di coinvolgimento dell’opinione pubblica, già frastornata da una campagna a senso unico in atto da diverse settimane sugli organi di informazione, in particolare sulle TV di Stato, in cui vengono illustrate soltanto le ragioni del Sì al referendum.
Sarà nostro obiettivo saldare l’iniziativa per il No al referendum costituzionale con la lotta per far cadere il Governo Renzi, dando evidenza a quello che, d'altra parte, i cittadini stanno già vivendo sulla propria pelle, e cioè al carattere antipopolare e “di classe”, a favore dei poteri forti, della sua attività.

05.07.2016

Il Sindaco di Santa Fiora racconta sempre bugie....
E' anche vero che i paesani di Santa Fiora chiamano il paese : il Paese dei Balocchi,come il nome del sindaco.
Perché?
Qualche mese fa ,i primi di settembre 2015, ad una giornalista di Sky aveva detto che la palestra di Santa Fiora sarebbe stata ultimata in autunno 2015, o al massimo nella primavera del prossimo anno 2016.
Lo si può vedere nel filmato di Sky qui allegato

Purtroppo non è stato così e siamo già in estate e non sono stati nemmeno appaltati i lavori e da ciò si presuppone che la Palestra di Santa Fiora sarà forse ultimata nel 2017,2018, chissà.... e gli alunni delle medie dovranno fare a meno della palestra ...e i 2 milioni di euro spesi della palestra andranno in fumo.....come sono andati in fumo già gli arredi del Mulino di Santa Fiora

http://video.sky.it/news/cronaca/santa_fiora_2_mln_di_euro_per_una_pales...

SSSSSssssshhhhh! P A R L A T E A V O C E bassa..........
SSSSSSSSSHH! Non ditelo a nessuno, MA C'HANNO DATO LA BANDIERA ARANCIONE! A SANTA FIORA! Chi ce l'ha data? Ma il Touring club italiano, No!
Ssssshhh! non ditelo a nessuno, ma nessuno ha ben capito perché! In paese non s'è mica capito poi tanto bene come sto fatto sia caduto propri' ora, dal cielo su Santa Fiora:
UN SI SA! Punto e Basta. Ma tanto forte è l'istinto della parola nel provetto paesano, che star zitto proprio no. E nei sottoscala, nei sobborghi come negli antri dei pubblici esercizi, provetti carbonari sibilano pareri discordanti sul merito arancione riconosciutoci. I più rivoluzionari (che da sempre siamo noi di RC), fiutano la solita operazione di marketing politico e per primi ci immoliamo sull'altare del martirio per il sicuro discredito che tale nostra affermazione susciterà dal villaggio fino alla corte di piazza.
Ma è' capitato di sentire, da un santafiorese pluri-conosciuto e avente un pedigree (fa più "omo" che albero di discendenza genealogica) risalente al primo aldobrando amiatino, la seguente ed integralista affermazione: "...In peschiera s'accede come in una moschea, senza le scarpe..".
Tipica espressione per sintetizzare che la Peschiera è il nostro biglietto da visita e che proprio non ci siamo.
Non è uno spettacolo da bandiera arancione: erbe e erbacce e vitabbie dentro le piscine della sorgente; trascurata e priva di un presidio giornaliero, viene aperta e chiusa grazie al buon cuore di un paesano. I fiori mancano e tutto non sembra essere quel giardino che dovrebbe, manca il quadrifoglio non per la fortuna solamente. E non per questo avremo avuto bandiera arancione. Forse ci è stata concessa per la valorizzazione delle risorse locali? Per quanto se ne possa sapere a nessun paesano è venuto in mente nulla, solo ai più disperati (sempre noi di RC), è venuta alla mente la valorizzazione delle centrali industriali geotermiche che tanto ci stanno facendo discutere. In effetti è l'unica valorizzazione delle risorse locali effettivamente sfruttata a fondo. Come dire a Castedelpiano c'è l'industria della castagna? non proprio, ma noi manco questa abbiamo. E poi non è proprio la stessa cosa!!!!
SSSSSShhhh!! Si mormora che l'arancione c'è stato affibbiato per l'impulso alla imprenditoria locale, delle produzioni tipiche, e stimolo all'artigianato.
Il più cattivo di tutti noi (stavolta non siamo noi) ha detto che l'unica fortuna rimasta è dei fabbri, che eroicamente esistono per assolvere l'unica commissione rimasta in paese, far cancellate: intorno al paese per non far migrare tutti i nostri giovani presenti e futuri e alle finestre delle nostre case per la paura del "saraceno"invasore. Strani modi di vivere e interpretare il rafforzamento dell'identità territoriale, la cultura dell'accoglienza. IN BUONA SOSTANZA CI SI DOMANDA ( sempre in silenzio e sottovoce): perchè ce l'avranno data ALLORA sta bandiera? SSSSShhhh!! UN SI SA!
25.06.2016
ADB

Questo è uno dei percorsi per i quali il Touring Club Italiano ha riconosciuto al paese di Santa Fiora, la Bandiera Arancione, dove occorre percorrerlo muniti di "machete".

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Riceviamo e pubblichiamo
07/05/2016

Dopo le gravi parole del Sindaco di S.Fiora abbiamo deciso di rendere una informazione chiara: Sindaco e consiglieri PD hanno votato contro una mozione consiliare sulla sicurezza.

“Il Sindaco si ridicolizza ad ogni suo intervento arrampicandosi, tramite il suo ufficio stampa pagato da noi cittadini, sugli specchi. L’autocelebrazione rispetto al nulla è ormai consuetudine di questa Amministrazione comunale che non ha fatto niente per questo comune”
Sarebbe stato più dignitoso ammettere che votavano contro una mozione sulla sicurezza per partito preso e perché la proposta veniva da noi, invece che dire – parole del Sindaco – che “la situazione non è emergenziale”. Far capire a Balocchi e amici che i furti e la malavita in questo territorio sono un problema non sarà facile visto che a tutto pensano fuori che ai cittadini di questo comune.

Il Sindaco non sa forse che almeno 10 abitazioni nella frazione di Bagnore sono state svaligiate e altrettante nei mesi passati in tutto il comune, ma vivendo Santa Fiora molto occasionalmente come altri suoi consiglieri comunali, non può capire le esigenze e le necessità dei cittadini. Farebbe dunque meglio a tacere e svolgere dignitosamente un ruolo che sta attualmente utilizzando, forse, per un carrierismo che non fa gli interessi del comune. A Santa Fiora sono piovuti almeno 15 milioni di euro, a fronte di una popolazione di 2600 abitanti, negli ultimi anni che avrebbero dovuto rendere questo comune “d’oro” e soprattutto sicuro grazie anche a proposte, come la nostra, che interpretano i veri problemi dei cittadini. Invece qui si pensa solo a dare soldi a una Fondazione che dovrebbe gestire “la cultura e gli eventi” (sempre a pagamento) mentre panifici, macelli e molti artigiani chiudono i battenti.

La vigilanza notturna sarebbe stata di supporto alle forze dell’ordine per contrastare la criminalità molto più di qualche telecamera che, ci auguriamo a questo punto funzionante dopo le dichiarazioni del consigliere Alberto Balocchi che diceva che “le telecamere erano finte”, hanno messo ormai in tutti i comuni. Il Sindaco e i suoi amici non hanno rispetto per le istituzioni e considerano il Consiglio comunale un orpello fastidioso della democrazia: lo dimostra il disprezzo con il quale si rivolge ai consiglieri di opposizione che rappresentano più della metà della cittadinanza ed è bene che se lo metta in testa perché non ci fermerà la sua tracotante arroganza.
(*I consiglieri Un Comune per tutti, Riccardo Ciaffarafà, Giacomo Albertini, Paolo Vichi)

Riceviamo e pubblichiamo 03.05.216

TELERISCALDAMENTO, VOTANO CONTRO UNA MOZIONE PRESENTATA DAI CITTADINI CON 300 FIRME. IL COMUNE, CHE DOVREBBE STARE DALLA PARTE DEGLI UTENTI, SOSTIENE I SOCI PRIVATI.MA NOI NON CI FERMIAMO!
Non nascondiamo una profonda delusione per il voto contrario del Consiglio Comunale sulla mozione presentata dal Gruppo “Un Comune per tutti”, che proponeva l’adozione della Petizione firmata da circa 300 cittadini con lo scopo di far annullare la Deliberazione di approvazione del nuovo Regolamento di fornitura del teleriscaldamento.
Il Sindaco Federico Balocchi e la sua maggioranza hanno ritenuto di non tener conto del forte disagio che serpeggia fra la popolazione dopo la richiesta di Amiata Energia di aderire al nuovo contratto, che comporterebbe una riduzione dei costi di circa il 10%, ma solo se l’Agenzia delle Entrate riconoscerà ammissibile la concessione del credito di imposta sulla totalità dell’energia prelevata dalla centrale ENEL, anche su quella, quindi, che viene dispersa per rotture sulle condotte, difetti di isolamento ed altri malfunzionamenti, cosa che riteniamo del tutto , improbabile.
Di fronte a questa evidenza, il Sindaco ha riaffermato la decisione di aspettare il parere sul nuovo interpello inoltrato all’Agenzia delle Entrate e solo di fronte ad un esito sfavorevole, procedere all’annullamento della Delibera di approvazione del nuovo Regolamento e intraprendere la strada, per altro sollecitata dal Decreto Legislativo n. 102 del 2014, per l’adozione di una tariffa a misura conseguente all’obbligo di installazione di contatori da parte delle aziende che gestiscono le reti di teleriscaldamento, entro il 31/12/2016.
, Un Regolamento ampiamente illegittimo, così come mise per iscritto anche il Segretario Generale del Comune, prima che uno sparuto gruppo di consiglieri di maggioranza capeggiati dallo stesso Sindaco, lo imponesse alla cittadinanza sostanzialmente colpendo ancora una volta le tasche dei cittadini, dal momento che se non sarà accettato il credito d’imposta, le tariffe aumenteranno del 30%. Gli utenti sono molto preoccupati, ma questo non sembra interessare l’Amministrazione che marcia compatta a fianco della Società Amiata Energia che, peraltro, ha chiuso l’ultimo bilancio con un disavanzo di , 400.000 euro che, unito ai precedenti, porta le perdite accumulate in dieci anni di attività a circa 3 milioni di euro! Tutto questo fa sì che il teleriscaldamento a Santa Fiora sia il più caro tra tutti i Comuni della Toscana che forniscono questo servizio pubblico.
Il Sindaco basa le sue affermazioni su due presupposti falsi: da un lato, sul fatto che l’Agenzia delle Entrate espresse un parere “favorevole” sul primo interpello, dall’altro che la proposta formulata dal consulente del Comune, che il Comitato condivide, per l’adozione di una tariffa a misura compatibile con una più equilibrata gestione finanziaria di Amiata Energia comporti una riduzione del costo per gli utenti solo del 5%; in realtà non è così: conti alla mano i risparmi sarebbero molto più consistenti ed il credito di imposta sarebbe applicato in tutta correttezza.
Il problema sta nel fatto che l’Amministrazione non vuole ammettere di avere sbagliato nell’approvare il nuovo Regolamento e non intende tornare indietro.
Ma il Comitato degli utenti non si ferma: continuerà la sua lotta a fianco dei cittadini per abbassare le tariffe e per cambiare un Regolamento illegittimo che va contro gli interessi della popolazione.

COMITATO SPONTANEO PER IL
TELERISCALDAMENTO BENE COMUNE

Riceviamo e pubblichiamo 20.04.2016
Il 18 aprile si è tenuto il Consiglio Comunale di Santa Fiora, dopo oltre quattro mesi dalla sua ultima convocazione e si è svolto solo perché l’opposizione ha obbligato tramite la Prefettura il Sindaco a convocarlo.

Il motivo era importante perché il gruppo di opposizione “Un Comune per Tutti” ha posto all’ordine del giorno una mozione e cioè il testo della petizione organizzata dal Comitato Utenti Teleriscaldamento e firmata da oltre 300 cittadini. La mozione avrebbe dovuto impegnare il Sindaco Balocchi e la sua Amministrazione a ritirare e modificare il Nuovo Regolamento di Fornitura del servizio pubblico di teleriscaldamento, che la maggioranza stessa aveva approvato il 30 giugno 2015.

Un Regolamento ampiamente illegittimo, così come mise per scritto anche il Segretario Generale del Comune prima che uno sparuto gruppo di consiglieri di maggioranza capeggiati dallo stesso Balocchi, lo imponesse alla cittadinanza sostanzialmente colpendo le tasche dei cittadini ancora una volta. Gli utenti sono molto preoccupati, ma questo non sembra interessare quest’Amministrazione che marcia compatta a fianco della Società Amiata Energia che, peraltro, ha chiuso l’ultimo bilancio con 400 mila euro di disavanzo che, unito ai precedenti, portano le perdite a circa 3 milioni di euro.

Tutto questo fa sì che il teleriscaldamento a Santa Fiora sia il più caro tra tutti i Comuni della Toscana che forniscono questo servizio pubblico ai cittadini. E’ bene che la gente sappia chi sono i consiglieri comunali che hanno votato contro la mozione dei cittadini e cioè: Federico Balocchi, Emiliano Lazzeroni, Eleonora Tattarini, Davide Franceschelli, Micol Biccellari, Alessandro Mariotti, Alberto Balocchi e Luciano Luciani.
(*I consiglieri comunali “Un Comune per Tutti” Riccardo Ciaffarafà, Giacomo Albertini, Paolo Vichi)

Dalle rivelazioni di Zita, ex dirigente VIA regione Toscana, Rossi e la sua giunta non possono più negare che non sapevano dei gravi danni sanitari.

Il 9 aprile scorso, a Firenze, nel corso del Convegno della Rete nazionale NoGesi, l'arch.Zita, ex dirigente della Regione Toscana, che ha seguito la procedura di VIA per la centrale di Bagnore 4 a Santa Fiora, dal 2005 fino a luglio 2012, quale responsabile del Settore Valutazioni di Impatto Ambientale, ha fatto affermazioni di estrema gravità (*) che, se confermate, ci consentono di denunciare che la Giunta Rossi è consapevolmente corresponsabile dell'eccesso di mortalità che stiamo registrando in Amiata da parecchi anni.
Sappiamo che lo studio Epidemiologico, commissionato nel corso della procedura di VIA all'Agenzia Regionale della Sanità (ARS) sulle condizioni di salute della popolazione residente nei comuni sede di impianti geotermici, aveva certificato nel 2010 in Amiata un eccesso di mortalità negli uomini, sia rispetto ai comuni limitrofi che rispetto al resto della Toscana del + 13%. In sintesi brutale in Amiata era in corso una decimazione.
Inoltre tale studio, nel suo Allegato 6 (**), aveva individuate ben 54 relazioni, statisticamente significative, tra incrementi di malattie e concentrazioni crescenti di diversi inquinanti misurati e presenti in aria, acqua e terreno, prodotti anche dalle centrali geotermiche.
Essendo riconosciuta come vera la relazione, nei comuni geotermici, tra l’aumento notevole di mortalità in funzione di concentrazioni crescenti di arsenico, mercurio, acido solfidrico, ecc. (**) ed essendo ritenuta ancora come vera l’esistenza di emissioni di arsenico, mercurio, acido solfidrico, ecc. dalle centrali geotermiche dell’Amiata (pag.16-18 dello Studio ARS), risulta quindi statisticamente vera anche la conclusione - per la legge transitiva della logica, valida da Aristotele in poi in tutto il mondo sano ed onesto - che l’incremento delle malattie e mortalità sull’Amiata era dovuta anche alle emissioni delle centrali geotermiche.
Ed infatti ieri l'arch.Zita ha confermato che nel 2012 ricevette un parere negativo dall'ARS in sede di VIA alla realizzazione del progetto che portava a triplicare la potenza da installare a Bagnore. Con tale parere il responsabile del procedimento non avrebbe potuto chiudere positivamente la procedura di VIA e l'arch. Zita riferì all'allora Assessore all'Ambiente Bramerini il parere negativo di carattere sanitario.
Se l'art.3 della Costituzione Italiana fosse stato rispettato anche dalla Giunta Rossi, il nuovo impianto non sarebbe stato autorizzato e si sarebbero dovuti chiudere anche quelli già in esercizio in Amiata.
Sempre secondo le dichiarazioni rilasciate ieri, dopo quindici giorni l'arch.Zita ricevette un secondo parere dall'Agenzia Regionale di Sanità con il quale il parere negativo diventava parere positivo, con una motivazione incredibile e del tutto illogica: cioè che nel frattempo era pervenuta all'Ars una nota chiarificatrice del Settore Energia della Regione Toscana. Poichè nulla variava in merito alle emissioni in atmosfera di inquinanti dannosi alla salute, non si giustifica in nessun modo la rivalutazione di un quadro sanitario già compromesso dalle centrali esistenti e che avrebbe subito ulteriori aggravi con la costruzione del nuovo impianto.

Rete nazionale NoGesi (No Geotermia Speculativa e Inquinante)
Ricevuto e pubblicato 13.04.2016

Riceviamo da Un Comune per tutti e pubblichiamo

La Costituzione italiana, le leggi e lo Statuto del Comune di Santa Fiora, attribuiscono funzioni ben definite e molto importanti al Consiglio Comunale, cioè che esso “Rappresenta l’intera comunità, è titolare delle funzioni d’indirizzo politico amministrativo del comune… impronta l’azione complessiva dell’ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità ai fini di assicurare il buon andamento e l’imparzialità dell’azione amministrativa”.

Francamente non sappiamo se il Sindaco di Santa Fiora conosca e sia cosciente di questi importanti quanto elementari principi: per come si comporta, crediamo di no. Infatti, sono circa quattro mesi che quest’organismo non si riunisce e crediamo di intuire le motivazioni che ispirano il primo cittadino, che peraltro ha già avuto modo di esternare, cioè che “non ci sono argomenti da discutere”. Evidentemente Federico Balocchi considera tutte le funzioni proprie dei consiglieri, quali interrogazioni, mozioni, interpellanze, previste e disciplinate dalle leggi, come cose inutili e non meritevoli di essere affrontate e discusse. Sono decine gli atti che giacciono da mesi sulla sua scrivania, presentati dal nostro unico gruppo di minoranza, Un Comune per Tutti, che il Sindaco schermandosi dietro le sue personali interpretazioni del regolamento, e in forza della sua conformazione politica, si ostina a non accettare e non inserire nei pochissimi Consigli svolti.

Questo suo atteggiamento, più volte da noi denunciato alla Prefettura, ha comportato la nostra motivata assenza a quelle assise nelle quali, con prepotenza, il Sindaco stesso ha sistematicamente omesso di inserire quei numerosi atti, all’ordine del giorno. Questa è la situazione a Santa Fiora e questi sono i principi democratici e di partecipazione che orientano la guida politico-amministrativa di questo Sindaco che da mesi non convoca il Consiglio. Sicuramente S. Fiora si meriterebbe di meglio rispetto ai comportamenti arroganti e antidemocratici, messi in atto da un primo cittadino arrogante, pavido al confronto e assente dal comune.
(I consiglieri comunali Riccardo Ciaffarafà, Giacomo Albertini, Paolo Vichi)
30.03.2016

Riceviamo e pubblichiamo
18.03.2016

L’Assemblea pubblica del 4 Febbraio scorso ha segnato per la cittadinanza una svolta importante nella vicenda del teleriscaldamento a Santa Fiora:
l'Amministrazione Comunale ha accettato l’idea di dar vita ad un tavolo di lavoro con il Comitato Spontaneo per il Teleriscaldamento Bene Comune, allo scopo di discutere le proposte in grado di superare la pesante situazione di conflittualità determinatasi fra gli utenti e la Società Amiata Energia. Già in occasione della prima riunione è stata avanzata l’ipotesi di individuare una diversa soluzione del gravissimo problema relativo alla tariffa del servizio, basato sulla misura effettiva delle quantità di calore consumate dalle singole utenze, così come richiesto dalla normativa vigente (Decreto Legislativo n. 102 del 2014), che impone alle Aziende fornitrici del teleriscaldamento, di installare entro il 31/12/2016, idonei contatori con lo scopo di limitare sprechi e malfunzionamenti.
é stato quindi dato mandato, ai rappresentanti tecnici del Comune e di Amiata Energia presenti al tavolo, di elaborare una proposta in grado, da una parte, di mantenere i ricavi della Società migliorandone i risultati di bilancio e, dall’altra, di diminuire le tariffe a carico degli utenti, anche grazie alla sicura applicazione del credito di imposta riconosciuto dallo Stato.
 la proposta, di cui conosciamo e condividiamo le linee fondamentali, è stata presentata sia all’Amministrazione Comunale che ai soci privati di Amiata Energia.
 mentre questi ultimi ad oggi non hanno dato alcuna risposta, il Sindaco ed il Consigliere Balocchi, nell’ultima riunione del tavolo di lavoro, hanno comunicato che la proposta deve essere considerata una “seconda scelta”, anche per il fatto che verrà presentato un ulteriore interpello all’Agenzia delle Entrate, (anche se le idee avrebbero dovuto essere ben chiare prima dell’approvazione del nuovo Regolamento!) per conoscere in maniera definitiva se il credito di imposta può essere applicato per intero alla tariffa così come delineata nel Regolamento approvato con la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 del 30 Giugno 2015.
Il Comitato continua a ritenere che l’Amministrazione Comunale non solo abbia compiuto un grave errore emanando una Delibera che disconosce un preciso obbligo di legge, ma che perseveri nell’errore a discapito dei cittadini nel considerare la proposta del tavolo tecnico come una seconda scelta, non considerando il sicuro vantaggio che ne trarrebbero tutti gli Utenti. Intanto i tempi si allungano e cresce ancora l’incertezza e l’ansia dei cittadini che non sanno cosa fare di fronte alle richieste della Società di aderire al nuovo Contratto.
Per questo riteniamo di dover proseguire con la campagna di informazione convocando una nuova assemblea pubblica per il giorno 23 Marzo prossimo alle 17,30 presso la Sala del Popolo ed intensificare la raccolta delle firme a sostegno della Petizione per l’annullamento della Deliberazione con cui è stato approvato il nuovo Regolamento di fornitura del servizio di teleriscaldamento.

AVVERTIAMO LA CITTADINANZA CHE IL COMITATO STA PREDISPONENDO UN FAC-SIMILE DELLA LETTERA RICHIESTA DA AMIATA ENERGIA AGLI UTENTI PER LA NON ACCETTAZIONE DEL CONTRATTO, CHE SARA' DISTRIBUITA DURANTE L'ASSEMBLEA.

COMITATO SPONTANEO PER IL
TELERISCALDAMENTO BENE COMUNE

Santa Fiora 03.03.2016
Al Sindaco F. Balocchi
p.c.Al Segretario Generale
Comune di Santa Fiora

comune.santafiora@postacert.toscana.it

Al Sig. Prefetto
Grosseto
protocollo.prefgr@pec.interno.it

Oggetto: Presentazione mozione consiliare.

I sottoscritti consiglieri comunali di Santa Fiora (GR) Giacomo Albertini, Riccardo Ciaffarafà e Paolo Vichi, ai sensi del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, presentano la mozione, in calce riprodotta, affinché sia posta all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.
Distinti saluti.

Giacomo Albertini Riccardo Ciaffarafà Paolo Vichi

Al Consiglio Comunale di Santa Fiora

Visti i nuovi contratti definiti sulla base del Regolamento approvato con la Deliberazione del Consiglio Comunale di Santa Fiora n. 19 del 30 giugno 2015.
Considerato che i risparmi indicati nelle lettere di accompagnamento saranno tali solo se l’Agenzia delle Entrate riconoscerà pienamente ammissibile l’agevolazione (sotto forma di credito d’imposta da rimborsare agli utenti) concessa dallo Stato a favore di chi impiega l’energia geotermica per il riscaldamento delle proprie abitazioni.
Valutato che nel caso in cui ciò non avvenisse, i contratti subiranno un aumento consistente senza alcuna possibile rivalsa nei confronti di Amiata Energia.
Accertato che il Decreto Legislativo n. 102 del 4 luglio 2014, che ha l’obiettivo di contenere i consumi energetici anche attraverso la responsabilizzazione degli utenti, all’art. 9 impone alle aziende che distribuiscono calore con reti di teleriscaldamento, di fornire entro il 31/12/2016, “contatori individuali che riflettano con precisione il consumo effettivo e forniscano informazioni sul tempo effettivo di utilizzo dell'energia”, pena una sanzione pecuniaria da 500 a 2500 euro e che pertanto appare del tutto superata, considerando che tale norma, la possibilità di stipulare contratti a forfait che, per loro natura, non favoriscono il contenimento dei consumi.
Atteso che attualmente tutte le utenze in essere sono dotate di contatore.

Impegna la Giunta di Santa Fiora, affinché provveda con atti specifici:
1) Ad annullare la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 del 30 giugno 2015 con la quale è stato approvato il nuovo Regolamento di Fornitura del calore e di elaborare un nuovo Regolamento più aderente agli interessi dei cittadini utenti.
2) Ad abolire, nell’ottica di ridurre le spese sostenute da Amiata Energia e trasferire sugli utenti, il pagamento dell’energia fornita da ENEL all’impianto di teleriscaldamento.
3) A impegnarsi per favorire la costituzione di un azionariato diffuso che consenta agli utenti interessati di nominare un proprio rappresentante all’interno del Consiglio di Amministrazione della Società Amiata Energia.

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I Sindaci di Arcidosso e Santa Fiora in questi giorni, giustamente e più volte, hanno manifestato grande gioia per la realizzazione della nuova piscina da parte di Enel Green Power, la cui acqua sarà riscaldata attraverso il teleriscaldamento.
Da dove vengono i soldi che utilizzerà l’Enel? Ci siamo documentati andando a leggere l’accordo sottoscritto e notiamo che la Regione ha sollevato l’Enel stessa da una spesa triennale di 400 mila euro che avrebbe dovuto utilizzare per costruire altre opere dedicate alle aziende produttive, preso con un solenne impegno sottoscritto il 2 maggio 2013.
Per l’Enel non è importante dove impiegare delle risorse, che avrebbe comunque dovuto sborsare, quindi non si può parlare di un “regalo” ma di un semplice spostamento di denaro da una cosa all’altra e, tutto questo, leggendo quanto pubblichiamo, è inoppugnabile!
Parliamo poi dei costi di gestione: intanto non sembra che ci sia scritto da nessuna parte che il consumo di teleriscaldamento sarà gratuito, quindi i due Comuni dovranno pagare una regolare bolletta in base all’energia utilizzata. Poi ci sono tutti gli altri costi, non banali, di normale funzionamento e manutenzione. Complessivamente il costo generale dell’impianto in esercizio sarà assai salato e assolutamente a carico della collettività.
Ecco, tutto questo non ci sembra esattamente un “regalo”.

Riceviamo e pubblichiamo

“Sono circa 3 mesi che abbiamo presentato un’interrogazione a risposta scritta al signor sindaco di Santa Fiora, ma ancora non c’è giunta nessuna risposta, sebbene la legge in materia imponga il termine massimo di trenta giorni”

Un’interrogazione importante, perché riguardava la scuola elementare: sono rispettate le norme per l’abbattimento delle barriere architettoniche? Ci sono le certificazioni antinfortunistiche? Sono adeguati e dignitosi i locali della mensa? Non ci sembra difficile rispondere a domande sulla sicurezza dei bambini. Evidentemente l’arroganza di quest’amministrazione comunale fa sentire il signor sindaco sopra la legge dello Stato, rimarcando ancora una volta il disprezzo assoluto per le istituzioni e per chi, come noi, rappresenta i cittadini nelle loro domande e istanze.

Una protervia che rileva la distanza di questi amministratori dai cittadini, anche su temi importanti come quello della sicurezza. Pensano di fare un altro edificio da 1.300.000 euro per una nuova scuola media che non serve a niente, poiché nel 2013 sono nati circa 12 bambini e dunque, forse, di questo passo non ci sarà nemmeno più una classe alle scuole medie. Questo non guardando alla possibile ristrutturazione e messa in sicurezza di edifici già esistenti, come le scuole elementari, le medie e il professionale, che hanno molte stanze sotto utilizzate.
Noi siamo per recuperare l’esistente e per renderlo sicuro e moderno non certo per sperperare i soldi dei cittadini per creare, a nostro avviso, un “maxi lavoro” della legislatura per accontentare qualcuno è creare finto lavoro com’è già successo con lo sperpero di 2.000.000 di euro per una palestra progettata più di 10 anni per la quale erano previsti 450 mila euro. La scelta di non rispondere alle nostre interrogazioni è solo un aspetto della disastrosa gestione che quest’amministrazione attua nel nostro comune. (Riccardo Ciaffarafà)
Santa Fiora 16.02.2016

Pubblichiamo questo articolo in quanto la primavera è alle porte ma l'Amministrazione Comunale di Santa Fiora non accenna ad alcun lavoro per finire questa struttura

Sky Tg24 ha realizzato un servizio andato in onda (tutta la giornata di domenica 25.10.2015) nella rubrica Pubblico Spreco; adesso visibile sul sito di Sky.
Le telecamere si sono concentrate sulla vergognosa vicenda della palestra mai finita nel comune di Santa Fiora.

Una struttura costata alla comunità oltre 2 milioni di euro; iniziata nel 2003 e mai aperta.
Una struttura fatta con i soldi pubblici, da autentici megalomani che sono riusciti a spendere mediamente 850 euro a testa per ogni cittadino di Santa Fiora. Ma la spesa è destinata – per forza di cose – a salire poiché i lavori necessari per l’apertura sembrano infiniti a causa di possibili frane e per la sistemazione dell’esterno.
Le evidenti responsabilità del Sindaco – che ha fatto anche l’assessore provinciale per 5 anni ed è nel consiglio comunale come capogruppo di maggioranza dal 2004 – emergono con forza nella breve intervista balbettata e imbarazzante che ha rilasciato alla giornalista di Sky; affermando: “l’appetito viene mangiando”. E noi purtroppo abbiamo denunciato da tempo questa loro filosofia amministrativa.
Una vicenda vergognosa che ha coinvolto almeno tre campagne elettorali con le promesse ai cittadini di un’imminente apertura già nel 2009 in cambio di un voto che ha riconfermato gli attuali amministratori ormai da 15 anni con le oggettive responsabilità del caso.
Ci auguriamo che, a questo punto, chi di dovere, dopo anche l’attenzione nazionale di Sky tg24 faccia chiarezza su una vicenda che ha visto scorrere tanti soldi fra appalti, subappalti e forniture.
(*Riccardo Ciaffarafa, Capogruppo consiliare Un comune per tutti)
Qui sotto il filmato di SKY
http://video.sky.it/news/cronaca/santa_fiora_2_mln_di_euro_per_una_pales...

Riceviamo e pubblichiamo

Oggetto: interrogazione a risposta orale

I sottoscritti consiglieri comunali di Santa Fiora (GR) Giacomo Albertini, Riccardo Ciaffarafà e Paolo Vichi,

premesso:

che il Comune di Santa Fiora è proprietario del 20% delle azioni di Amiata Energia Spa, società che, come concessionaria, gestisce il servizio pubblico di teleriscaldamento nel territorio comunale;

che, con grave ritardo rispetto alle norme che regolano la materia, l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio di Amiata Energia, chiuso al 30/06/2015, solo nei giorni scorsi;

che il Comune, per il secondo esercizio consecutivo, ha votato contro l’approvazione del bilancio stesso;

che anche il risultato di quest’ultimo bilancio, per l’ennesima volta, sembrerebbe essere in negativo per circa 140 mila euro, fissando un totale delle perdite portate a nuovo a oltre 2,5 milioni di euro;

che in analogia con il bilancio dell’esercizio precedente, è presumibile che il debito consolidato della società stessa sia di circa 20 milioni di euro, ovvero circa 10 milioni verso banche e altrettanto verso i suoi soci.

Considerato:

che le quote azionarie in possesso del Comune costituiscono patrimonio pubblico, quindi come tale deve essere reso di generale dominio il bilancio della società, atteso che i cittadini devono essere messi a completamente conoscenza dell’andamento della società stessa;

che in questi anni il Comune non ha mai pubblicato, o comunque messo a conoscenza il Consiglio Comunale, tanto meno i cittadini, che sono i veri e unici proprietari della quota azionaria di Amiata Energia, sul reale stato in cui versa la società stessa;

che, se il Comune con un’inusuale quanto grave decisione, ha votato contro l’approvazione dei bilanci per due anni consecutivi, evidentemente debbono esserci motivi assai seri, che l’hanno convinto a non accettare i contenuti degli stessi, così come proposti dagli Amministratori e complessivamente dal management di Amiata Energia;

che la mancanza di fiducia rispetto all’atto fondamentale della società, invererebbe una mancanza di credito rispetto alla gestione del servizio pubblico di teleriscaldamento, che la stessa svolge in qualità di concessionaria.

Atteso:

che il Comune di Santa Fiora, in forza del possesso del 20% delle quote azionarie di Amiata Energia, si trova a ricoprire la duplice veste di concedente del servizio pubblico di teleriscaldamento e concessionario di tale servizio.

Interrogano il Sindaco per conoscere
◾Qual è il risultato finanziario dell’ultimo bilancio approvato pochi giorni fa dall’assemblea dei soci di Amiata Energia, chiuso al 30/06/2015.
◾Quali sono i motivi che hanno determinato il voto contrario del Comune rispetto all’approvazione dei bilanci chiusi il 30/06/2014 e il 30/06/2015.
◾In ragione di quali motivi l’Amministrazione ha ritenuto di non informare il Consiglio Comunale sulle ragioni della bocciatura dei bilanci sopra indicati.
◾Alla luce del voto contrario, quale giudizio esprime il Sindaco circa la gestione finanziaria e tecnica di Amiata Energia Spa.
◾Alla luce della gestione societaria, che ha ispirato il voto negativo di cui sopra da parte dell’Amministrazione Comunale, se intende rivedere la convenzione stipulata a suo tempo tra concedente e concessionario.

(*Giacomo Albertini, Riccardo Ciaffarafà, Paolo Vichi)