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Tagli alla cura delle persone anziane malate e non autosufficienti

Tagli alla cura delle persone anziane malate e non autosufficienti

In un’economia di guerra le prime spese ad essere tagliate sono quelle per la cura delle persone gravemente malate, e prive di un significativo potere contrattuale in ambito elettorale. Poi, la scure colpirà i servizi destinati all’intera popolazione. Ma allora sarà troppo tardi per ribellarsi. È necessario reagire ora!

Il mese scorso annunciavo che la Cassazione aveva stabilito che le prestazioni socio-assistenziali per i pazienti affetti da malattie ingravescenti, come l’Alzheimer e la demenza senile, devono essere considerate inscindibilmente connesse alle prestazioni sanitarie. Un legame che implica che l’intero costo di permanenza nelle Rsa debba gravare sul SSN. In questi casi le cure sanitarie quindi prevalgono e inglobano le prestazioni assistenziali, così come stabilito dalla Costituzione e dalla legge 730 del 1983.

Per contrastare quanto stabilito dalla Cassazione la senatrice della Lega Maria Cristina Cantù ha proposto un emendamento nella Commissione Sanità del Senato che, con l’inserimento di solo tre parole (quelle che ho evidenziato in maiuscolo) modificherebbe profondamente l’articolo 30 della legge che ho citato.

”Sono a carico del fondo sanitario nazionale ESCLUSIVAMENTE gli oneri delle attività di rilievo sanitario ANCHE SE connesse con quelle socio assistenziali”. Il testo approvato in Commissione prevede che per le persone ricoverate in RSA, la quota a carico del SSN possa arrivare al massimo al 70% nei casi di alta complessità assistenziale.

Un compromesso criticato da varie associazioni, tra le quali Medicina Democratica, perché la quota del 70% spesso non risulta adeguata a coprire tutte le esigenze sanitarie, socio-sanitarie e assistenziali di chi è ricoverato in RSA ed è affetto da gravi disabilità o patologie. La parcellizzazione delle prestazioni e la loro distinzione in sanitarie e non sanitarie è l’anticamera dell’imputazione del costo delle prestazioni definite non sanitarie a carico dei malati e delle loro famiglie, per ora nelle RSA, ma potenzialmente, in futuro, anche in altre strutture sanitarie di degenza.

Il rischio, è che prima o poi ad esempio a qualcuno venga in mente di far pagare ai degenti i pranzi consumati in ospedale!

Ma non è finita qui. Se questo testo diventasse legge, paradossalmente una delle conseguenze potrebbe essere un aumento del numero di ricoveri in ospedale (dove tutta l’assistenza è a carico del SSN) di persone non autosufficienti provenienti anche dalle RSA.

Abbiamo approfondito l’argomento a 37e2 venerdì 14 marzo con Andrea Ciattaglia, direttore della rivista Prospettive. I nostri diritti sanitari e sociali aderente al Coordinamento Nazionale in difesa delle persone anziane, malate non autosufficienti (Cisda). Potete riascoltare a questo link, dal minuto 23.37.

22/03/2025

Vittorio Agnoletto

 

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