Si riparte alla Camera con il decreto Piano Mattei, mentre al Senato, dalla settimana successiva, entrerà nel vivo dell'esame della riforma sull'autonomia differenziata.
Con gli attentati in Iran e a Beirut è partita un’altra fase della destabilizzazione del Medio Oriente, cominciata con l’invasione americana dell’Iraq nel 2003. Da allora – e sono più di venti anni – siamo passati attraverso il conflitto tra Hezbollah e Israele del 2006, le primavere arabe 2011, l’intervento in Libia, il colpo di stato in Egitto, la guerra di Siria, la memoria del Manifesto.
Ed Alberto Negri che, rigoroso come sempre, denuncia la logica delle nostre democrazia occidentali, «Lasciando che gli amici calpestino quel diritto internazionale che invochiamo per i nemici»
«Gli israeliani dovrebbero voler fermare la guerra per il loro bene, se non per quello di Gaza». Un titolo giornalistico molto vicino ad un’accorata esortazione quello di stamane sul quotidiano Haaretz. Esiste una fetta di israeliani capaci di superare il trauma del brutale attacco, portato da Hamas il 7 ottobre, per riflettere sul futuro del proprio Paese oltre la guerra.

