Il 15 agosto 2021 l’Afghanistan ha assistito alla salita al potere dei talebani; EMERGENCY con i suoi 3 ospedali, un Centro di maternità e 42 Posti di primo soccorso e centri di salute primaria ha continuato a lavorare per assistere i feriti, ed è rimasta in Afghanistan testimoniando in questi due anni la grave situazione in cui versa il Paese tra le conseguenze di una guerra più che ventennale, la crisi economica, l’aumento della povertà e la scarsità di servizi essenziali.
La valuta russa diventata bersaglio obbligato di mille sanzioni, traballa. L’altro ieri è scivolata, nelle quotazioni, fino a 100 unità per dollaro. La Banca centrale è intervenuta rialzando i tassi. L’arma del petrolio a prezzo basso imposto dal blocco occidentale, e i guadagni della Russia, in dollari, sono stati inferiori del 15%, nella prima metà del 2023.
I popoli indigeni, custodi delle risorse naturali e vittime della repressione, in lotta per i loro diritti fondamentali
La tribù aborigena degli Jagalingou in Australia, le comunità indigene delle Filippine e dell’Amazzonia brasiliana e colombiana. Un articolo di DW ha raccontato come questi gruppi stanno lottando per la conservazione dei loro territori. In tutto il mondo, le popolazioni indigene devono lottare per i loro diritti fondamentali. La difesa dei loro diritti coincide con una migliore protezione dell'ambiente e del clima.
Quasi cento morti nell’isola di Maui alle Hawaii, ma la conta dei morti è appena iniziata. Insieme al numero delle vittime crescono rabbia, dolore, e le polemiche sulla cattiva gestione dell’emergenza. Sino ad un anno fa il rischio di roghi del genere, alimentati dalle raffiche degli uragani e dalla persistente siccità, era stato classificato ‘basso’.
A due anni dalla sua scomparsa tornano in mente le parole del fondatore di Emergency, più attuali che mai: «La guerra è come il cancro, occorre cercare la soluzione, l'“antidoto” per debellarla. La violenza non è la medicina giusta: non cura la malattia, uccide il paziente»