Disastro umanitario. Peggio di un terremoto. Peggio di un vulcano
Chi ha ancora qualcosa da mangiare o da bere rimane chiuso nelle tende di fortuna, lontano decine di chilometri dalla propria casa o da quel che ne rimane. Gli altri, invece, si accalcano intorno agli edifici delle Nazioni Unite, anche nelle giornate di pioggia, allungando le proprie braccia nella speranza di ricevere una bottiglia d’acqua potabile, del pane o qualsiasi mezzo di sostentamento.

