Orbán beffa l’Europa e mette il veto sui soldi a Kiev. In ballo ci sono i 50 miliardi di euro all’Ucraina ma per sbloccarli Budapest alza il prezzo con Bruxelles
L’attacco al Mezzogiorno del governo Meloni e della sua maggioranza è sempre più forte ed evidente.
L’autonomia differenziata, ossia la secessione dei ricchi per un nuovo centralismo burocratico-affaristico, rappresenta il colpo finale alla possibilità di ridurre le discriminazioni e le disuguaglianze tra Nord e Sud del Paese.
Questo Governo è contro i lavoratori e contro i salari, lo sappiamo.
Ma quale occasione migliore ha il Governo per dimostrare questa avversità, se non quando agisce contemporaneamente come autorità pubblica e direttamente come datore di lavoro? Le vicende di queste settimane relative al rinnovo del contratto del pubblico impiego ce lo raccontano perfettamente.
Il Consiglio Ue approva l’apertura dei negoziati con l’Ucraina (e Moldavia) per l’adesione. La guerra come binario veloce per l’Europa, ma la strada non sarà breve. I Balcani aspettano da decenni. Zelensky canta vittoria, ma è propaganda interna. Orbán non partecipa al voto e ottiene i finanziamenti in bilico. I problemi verranno strada facendo alla fine della guerra. Dalla democrazia alla corruzione.
Quarta precettazione di Salvini: USB è pronto a "pagare" la propria disobbedienza perché questi sono atti illegittimi
Ci troviamo in una drammatica emergenza democratica!
Le dichiarazioni del ministro Salvini circa il fatto che chi disobbedisce alla sua precettazione pagherà la multa, non ci colgono di sorpresa e non ci intimoriscono.

