«La via che dal fronte orientale arriva a Odessa porta le tracce di due anni di guerra e l’ansia del terzo appena arrivato», racconta sul Manifesto Sabato Angieri, che si guarda attorno con occhio diverso. «La paura viene col disgelo: strade quasi percorribili», mentre nei giorni precedenti aveva segnalato che «sul fronte est il momento è difficile. E tra i civili qualcosa si è rotto». Cronache inconsuete vero?
Politica italiana
Molti degli elettori che hanno scelto Giorgia Meloni alle scorse elezioni non si sarebbero certo aspettati una politica estera più draghiana di Draghi, più atlantista del direttore di Repubblica Molinari o più filo Zelensky di un’Ursula qualunque. Eppure, l’ultimo viaggio a Kiev da presidente di turno del G7 del nostro premier nella capitale ucraina ha sciolto tutti i dubbi rimasti.
Israele prova a discolparsi perché l’ondata di indignazione questa volta rischia di sommergere la poca credibilità e simpatia rimasta al Paese nel mondo. Ma è il governo di Israele che ha gestito sino ad oggi i trentamila morti di Gaza a non essere più credibile. Perché far morire di fame è peggio che uccidere di bomba, e sparare su chi cerca la farina per sfamare i figli, è vigliaccheria ultima e imperdonabile.
Prepotenti di scarsa memoria e il loro braccio armato senza regole, non conoscono ciò che segnò nella Sarajevo assediata, l’allora strage del pane, nell’indignazione assoluta che isolò Karadzic e i sui killer dal grilletto facile, dal resto del mondo.
I dati diffusi dall’Autorità nazionale anticorruzione. I sindacati: "Per il personale a gettone paghe che superano di più del doppio quelle dei colleghi dipendenti”
“Soldi a poche società invece di assumere in pianta stabile e aumentare gli stipendi”

