«Restituire certezza del diritto ai proprietari di casa e sbattere il galera chi occupa le case e sgomberarle al di là delle chiacchiere di altri e dei processi politici, è un servizio agli italiani»: con queste parole ieri Matteo Salvini in Transatlantico alla camera ha salutato l’approvazione in prima lettura del Ddl sicurezza con 162 sì e 91 no. Il pacchetto di norme che istituiscono nuovi reati e inaspriscono pene contiene praticamente tutto il campionario delle questioni sociali trasformate in emergenze da reprimere.
Uso armi occidentali in Russia, Parlamento Ue dice sì: “Togliere immediatamente restrizioni”. Italiani votano contro, Pd e Forza Italia divisi
Il Parlamento europeo ha approvato, con 377 voti a favore, 191 contrari e 51 astenuti, il paragrafo 8 della risoluzione sul sostegno all’Ucraina che “invita gli Stati membri a revocare immediatamente le restrizioni sull’uso delle armi occidentali consegnate all’Ucraina contro obiettivi militari legittimi sul territorio rus
Tra la fine d’agosto e l’inizio di settembre, come da tipico copione tardo-estivo, si è tornato a parlare con una certa frenesia di sistema pensionistico.
L’ormai conclamato e ufficiale ritorno in grande stile dell’austerità di bilancio impone ai governi europei di tornare con forza alle politiche di tagli draconiani che erano state in parte congelate nel periodo pandemico e post-pandemico (2020-2023).
Lo scontento popolare britannico che a luglio ha premiato, a valanga, il ‘Labour’ di Keir Starmer. Il nuovo premier, succeduto al tory Rishi Sunak, ha però trovato, nel fondo della sua strepitosa vittoria, anche le ferite gravissime inferte al Paese dal malgoverno conservatore: deficit pubblico allo scasso, servizi sociali trascurati, qualità della vita in declino, pressione migratoria sempre più incalzante e, l’annoso problema dei rapporti con l’Europa.
In un’epoca in cui il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità sono al centro dell’attenzione globale emerge un dato sconcertante: il mondo spende almeno 2.600 miliardi di dollari all’anno in sussidi che danneggiano l’ambiente.
Attacco di Israele in Libano senza ancora muovere l’esercito. Ieri altri 14 morti e circa 500 feriti in esplosioni simili a quelle che martedì hanno ucciso dodici persone e causato il ferimento di altre tremila. Questa volta non ‘cercapersone’, ma walkie talkie in uso ad Hezbollah. Martedì, contemporaneamente in varie zone del Libano e in Siria, migliaia di cercapersone erano esplosi. Il bilancio è stato di circa 3.000 feriti e di 14 morti elenca il Manifesto. Ieri i nostri dettagli della clamorosa operazione di manipolazione da parte dei servizi israeliani. Oggi un bilancio politico di Alberto Negri.

