Acqua:


Il Parlamento europeo ha fatto propria la proposta dei movimenti per l’acqua

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Pubblichiamo la dichiarazione finale della tre giorni di Madrid.
Al meeting di Madrid hanno partecipato le compagne Eleonora Forenza e Roberta Fantozzi della segreteria nazionale PRC-SE

Fin dall’inizio della crisi economica mondiale un nuovo movimento si è sviluppato in tutto il mondo.
Si tratta di un movimento per una democrazia reale, per la partecipazione e per il diritto delle persone di decidere di loro stesse, e perché i loro bisogni e la loro sovranità siano rispettati e possano incidere sulle decisioni politiche. Un movimento che si scontra con un sistema che favorisce una minoranza di privilegiati sulle spalle delle maggioranza. Un movimento che cerca di porre i diritti umani, civili, politici, economici, sociali, culturali e democratici nel cuore del progetto europeo, come elementi intrinsechi della democrazia.
Fin dal 2011, le piazze, le strade, i luoghi di lavoro di tutta Europa si sono trasformati nella culla di lotte democratiche per i diritti, lotte che hanno scosso il panorama politico e sociale e che continuano a farne parte.
Questi movimenti europei si sono scontrati frontalmente con l’insieme delle istituzioni e delle scelte politiche che costituiscono oggi l’Unione europea. La natura profondamente antidemocratica di queste istituzioni riflette la loro origine e il loro attuale obiettivo: servire gli interessi del settore industriale e finanziario e le diverse élite, diventate vere e proprie oligarchie.
Le istituzioni operano in modo oscuro e non trasparente, lontano dallo sguardo dei cittadini europei. Sono al servizio delle corporazioni e delle imprese finanziarie che dispiegano eserciti di lobbisti. Negoziano nuovi trattati a nome dei popoli dell’Europa, ma contro gli interessi di questi.
Vogliamo trasparenza e che sia fatta luce sulle modalità con cui si si prendono decisioni che riguardano la nostra vita.
Ci opponiamo alla affermazione irreale e irrazionale secondo cui l’Europa può pagare i suoi debiti pubblici e privati. Esigiamo audit civici sui debiti pubblici e riaffermiamo il diritto sovrano del popolo ad esaminare questi debiti e a rifiutarsi di pagare i debiti illegittimi e illegali.
La classe dirigente europea, le istituzioni di Bruxelles e Francoforte predicano l’austerità per la maggioranza mentre spendono miliardi per pochi.Non è solo la “austerità”: in Europa c’è una guerra, una lotta di classe, con il saccheggio dei diritti di cittadinanza e dei beni comuni che praticano le élite di governo, decise a consegnare i redditi e le ricchezze della maggioranza della società e gli stati stessi ai ricchi.
Il loro modello è quello della disoccupazione di massa e della precarietà, della povertà, dell’aumento delle diseguaglianze, facendo contrapporre i lavoratori tra di loro, perpetuando la violenza contro le donne, strangolando l’ambiente e distruggendo il tessuto sociale. E’ un modello contro il benessere e la giustizia sociale.
La cosiddetta “Europa senza frontiere” sta erigendo muri e reticolati elettrificati dappertutto. Da Evros e Lesbo a Lampedusa, da Presevo a Calais. Esigiamo che lascino entrare i rifugiati e le rifugiate! Quando le gente fugge per salvare la propria vita, l’Europa deve semplicemente aprire le braccia, rifiutando con fermezza la xenofobia e il razzismo. La questione dei rifugiati è una questione umanitaria, rifiutiamo la militarizzazione, diciamo no alla NATO.
L’Europa deve ridurre drasticamente le spese per gli armamenti e per la difesa, che si sono dimostrati intimamente legati alla corruzione e all’indebitamento illegale, e deve aumentare le spese pubbliche per la sanità, la scuola, la sicurezza sociale, la giustizia e la cultura.
Il degrado delle condizioni di vita delle persone è anch’esso strettamente legato alla distruzione della natura e alla guerra per le risorse in tutto il mondo. Non possiamo non affrontare la crisi ecologica e energetica se vogliamo la giustizia sociale per tutti.
Di fronte all’attuale situazione europea, facciamo appello alla disobbedienza civile alle istituzioni europee, alle loro regole tossiche, alla loro politica, ai trattati e a tutti i loro diktat antidemocratici, alle mistificazioni delle élite governative.
Abbiamo bisogno di nuovi processi costituenti e del diritto all’autodeterminazione attraverso referendum vincolanti.
E affermiamo di dover disobbedire ai diktat antidemocratici anche quando si è al governo, come obbligo democratico minimale verso i popoli.
La Conferenza di Madrid ha costituito un passo avanti verso la unione dei differenti movimenti e nell’elaborazione di proposte di lotta per la democrazia in Europa. Invitiamo a leggere, diffondere e dibattere sulle conclusioni raggiunte sui differenti assi di discussione e a riprenderli nelle altre conferenze che si organizzeranno in giro per l’Europa.
I popoli europei sanno come ribellarsi alla tirannia. Nel corso della storia l’abbiamo fatto in molteplici occasioni per conquistare la democrazia, dare corpo alla uguaglianza, difendere le nostre vite, i diritti e la dignità.
La Conferenza Plan B di Madrid fa appello ad organizzare una Giornata europea di azione per il 28 maggio.
25 Febbraio 2016

Il voto del parlamento europeo che consente di alzare di oltre il doppio i limiti previsti per le emissioni di ossidi di azoto (NOx), è un regalo all'industria dell'auto. Che le emissioni dei veicoli diesel fossero ben diverse da quelle dichiarate lo si sa da tempo, ma il caso Volkswagen ha reso la farsa visibile a livello mondiale. Ma ora siamo passati dalla farsa all'autorizzazione legale di inquinare.
Invece di introdurre regole più severe e restrittive la maggioranza degli europarlamentari ha fatto il gioco dell’industria dell’automobile, con buona pace della salute dei cittadini che dovranno subire livelli di inquinamento dei centri urbani sempre più alti e pericolosi. Anche molti europarlamentari italiani hanno deciso di innalzare le quantità di PM10 e NOx da far inalare ai cittadini.
Un vero e proprio regalo alle case automobilistiche, che a partire dalla Volkswagen erano sotto procedura di infrazione per aver imbrogliato sul livello delle emissioni. Davvero un voto che non fa onore a quel Parlamento a pochi mesi dalla conferenza sul clima: tanta ipocrisia verso i popoli europei, tanta concretezza nella salvaguardia degli interessi del mercato.
E la decisione è ancora più grave se riflettiamo sulle attività antinquinamento messe a punto dai Comuni. Il sistema di limitazione del traffico, infatti, si basa sul sistema di classificazione europeo degli autoveicoli fissato nel regolamento del 2007 che a questo punto non ha nessun valore, mentre i Comuni stessi vengono sanzionati dall’Europa per gli sforamenti circa l’inquinamento dell’aria. Insomma, un capolavoro.
DBA

Si terrà il prossimo 15 aprile l'asta per la vendita di Floramiata dichiarata fallita, sono queste le novità emerse dal punto di vista procedurale. Ma è la situazione dei lavoratori che sta particolarmente a cuore. Con il 31 marzo scade la cassa in deroga ai lavoratori rimasti fuori dal ciclo produttivo. Per quella data la risoluzione ai problemi societari di Floramiata non potrà esserci, occorre pensare a come sostenere i lavoratori, e i lavoratori stagionali molti dei quali monoreddito. Il Job act di Renzi è disastroso,oltre a ridurre gli ammortizzatori sociali, accorcia la cassa in deroga a soli tre mesi, penalizzante per i lavoratori che dopo tale periodo diventerebbero disoccupati. Proprio per la mancanza di ammortizzatori sociali e di imprenditori disposti ad investire, il governo non si rende conto che alla fine del 2016 avremo un'Italia di disoccupati senza reddito. Su Floramiata, la Regione si è impegnata a verificare la possibilità di far ricorso a contratti di solidarietà di tipo B, ma ha anche ventilato l'ipotesi di un part time verticale tra gli oltre 130 lavoratori, così da dividere i sacrifici in attesa di un esito positivo della procedura di vendita. La situazione di Floramiata ha anche dell'incredibile: un'azienda privata che ha mantenuto vantaggi che farebbero l'invidia di qualsiasi imprenditore e invece si trova nella realtà che sappiamo. Da 11 anni di proprietà della famiglia Montanari, Floramiata ha goduto da sempre di importanti sgravi fiscali, ha il grande vantaggio di utilizzare la geotermia per il riscaldamento degli impianti per la floricultura , usufruendo di un notevole sconto sul costo calore. Tali vantaggi non hanno impedito alla gestione attuale (privata) di accumulare negli anni un debito ragguardevole di circa 20 milioni di euro, così come non ha mai impedito un uso della cassa integrazione esagerato per i dipendenti a tempo indeterminato; discorso che non vale per gli avventizi, i quali, circa ottanta, furono in pratica messi alla porta nel 2012. Ma centrare la colpa su un unico soggetto è limitativo: la storia di questa azienda inizia negli seconda parte degli anni '70 dalla chiusura delle miniere di mercurio gestite dall'Egam (un ente pubblico minerario), con la conseguente perdita del lavoro per 1100 lavoratori. Il progetto Floramiata nasce nel 1982 sponsorizzato Eni, nasce sul modello della grande impresa a partecipazione statale, negli anni novanta Eni cede l'attività ad un gruppo privato ma sempre affiancato da soci pubblici minori, e da ultimo il ciclo si chiude con la gestione Montanari. La storia è lunga come si può vedere: Floramiata ha in pratica compiuto tutta quella parabola industriale italiana che va dal dopo crisi petrolifera iniziata nel 1973 fino ai giorni nostri, con il fallimento e l'asta del 15 aprile prossimo. Questa parabola ci deve far riflettere, Floramiata è la sintesi locale del ciclo politico industriale italiano: la crisi petrolifera anni '70, porta profonde ristrutturazioni del sistema produttivo, con chiusure e licenziamenti; l'intervento pubblico degli anni 70 e 80 mitiga le conseguenze del la ristrutturazione di molte imprese in Italia in crisi, addirittura facendo pensare all'Italia come ad un paese dominato da un "capitalismo di Stato" (da sottolineare, comunque, che dalla crisi petrolifera del 73 non ci siamo più ripresi, e la crisi iniziata nel 2007 è un effetto più amplificato delle precedenti crisi, degli anni '80 e '90, avviate anch'esse dall'originaria, appunto la crisi petrolifera del '73). La risposta che il capitalismo di allora, pubblico e privato, diede per affrontare e uscire da quella crisi è la stessa che si è prolungata fino ai giorni nostri, che continua negli anni a ripetersi. La risposta del capitale e del padronato, che come logica del profitto vuole si rivolge e si ripercuote sulle grandi masse lavoratrici attraverso il ricatto del lavoro che manca, è andata a delinearsi sempre meglio dalla fine anni 80 inizio degli anni 90, attraverso privatizzazioni, svendita di beni pubblici, taglio di posti di lavoro, di fabbriche, di tagli sempre più ampi ai salari, fino alla precarizzazione totale: questo accanimento terapeutico serve solo a mantenere il saggio di profitto all'interno di un modello economico sempre più impazzito e accelerato che non fa altro che ripetersi fino all'implosione. In pratica, la crisi petrolifera degli anni '70 inverte la crescita sociale e dei diritti sociali, dal dopoguerra in poi sempre in salita per le classi meno abbienti. Se esiste un minimo comune denominatore che collega i vari passaggi di Floramiata e la cultura industriale pubblica o privata, locale e nazionale che sia: è la mal gestione.
ALDO DI BENEDETTO

Sabato 30 gennaio fino a lunedì 01 febbraio 2016 Anonymous , tramite i suoi hacker ha oscurato il sito del Comune di Santa Fiora con l’immagine del sito di Anonymus qui a fianco ed il Comune sul suo sito fino ad oggi non cita Anonymous ma degli hacker che sequestrano dei file e chiedono un riscatto, ma a Santa Fiora non è successo questo.

La pagina che appariva, al digitare il sito del comune di Santa Fiora , rivelava una figura in giacca e cravatta priva di testa e con, al suo posto, una croce rossa. Ad accompagnare l’immagine, il testo che riportiamo integralmente:
1. Noi siamo AnonPlus - Anonymous e questo è il nostro manifesto
2. Ogni persona che vuole difendere la propria libertà di informazione, la libertà del popolo e l'emancipazione di quest'ultimo dalla schiavitù dei media e di chi ci governa, di chi ci usa come strumento per attuare i suoi sporchi fini, fa già parte di Anonymous. Ogni persona che ha volontà di agire è benvenuta. Noi siamo in guerra.
3. AnonPlus ha uno spazio di condivisione di idee e di reclutamento aperto a tutti: webchat.anonplus.org
4. AnonPlus diffonde idee senza censura, crea spazi per divulgare in maniera diretta, mediante defacciamento di massa, notizie che nei media gestiti ad uso e consumo di chi ci controlla non trovano spazio, al fine di ridare dignità alla funzione stessa dei media; AnonPlus mette offline siti che contribuiscono attivamente al controllo delle masse da parte dei corrotti, che manipolando informazioni e opinioni creano false realtà; AnonPlus non agisce per interessi personali o politici, non ha capi, si muove per l'interesse del popolo e per restituire al popolo la sovranità; AnonPlus e' aperta a ogni proposta del popolo, per il popolo.
5. Il giorno che tali obbiettivi saranno raggiunti AnonPlus cesserà di esistere

WE ARE LEGION. WE DON’T FORGET.WE DON’T FORGIVEEXPECT US!
ANONYMOUS
Riportiamo ciò per dovere di cronaca.

La concentrazione dell’arsenico presente nell’acqua potabile di Santa Fiora è preoccupante Vedi allegato

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